Harry Styles a Manchester: «Ho riscoperto che privilegio sia essere qui sul palco grazie alla musica»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Forse per qualcuno degli oltre ventimila presenti, in gran parte ragazzi giovani, sarà stata la prima volta: fare una foto senza vedere subito com’è venuta e girare la rotella per passare allo scatto successivo. Harry Styles ha accolto così il pubblico che venerdì 6 marzo è accorso alla Co-op Live Arena di Manchester per festeggiare il suo grande ritorno sul palco, con i cellulari chiusi in un sacchetto trasparente che, se da un lato permetteva di usarli, dall’altro era oscurato sulla parte superiore andando a coprire gli obiettivi, e con una macchinetta usa e getta in regalo per immortalare la serata alla vecchia maniera. Un’iniziativa, questa della politica phone-free, che era stata annunciata nei giorni scorsi dalla stessa venue e che ha trasformato il concerto in un’esperienza immersiva fuori dal tempo, lontana dalla mediazione degli schermi e restituita interamente alla dimensione fisica del presente. L’artista, del resto, vuole farci ballare, e pensare, e l’occasione era delle più significative: la prima esibizione integrale dal vivo di Kiss All The Time. Disco, Occasionally., il quarto album in studio pubblicato proprio poche ore prima, a suggellare un ritorno sulle scene atteso da quasi quattro anni.

Un album nato tra Londra e Berlino, lontano dai riflettori

«Non ricordavo l’ultima volta che mi ero seduto a bere un caffè», racconta un Harry Styles che, ripensando ai tempi di *Harry’s House* e alla gigantesca tournée che ne era seguita – conclusasi nel 2023 dopo ventidue mesi di date in tutto il mondo – oggi sembra quasi imbarazzato. Finita quella corsa, il cantante ha scelto il silenzio e la distanza: ha corso maratone, da Tokyo a Berlino, sotto falso nome, si è fatto vedere a festival e apparizioni pubbliche senza alcuna connessione con la musica, ed è volato in studio solo quando ha sentito il bisogno di ricominciare ad ascoltarsi. Ha finalizzato *Are You Listening Yet?*, uno dei brani di *Kiss All The Time. Disco, Occasionally.*, ma si è accorto subito che quello che non (si) ascoltava era proprio lui. Il disco, registrato tra i londinesi RAK Studios e la mitica Hansa di Berlino – lo stesso studio in cui Bowie incise la sua trilogia – porta la firma di Kid Harpoon alla produzione esecutiva e vede collaborazioni preziose, come quelle del batterista Tom Skinner (già nei The Smile e nei Sons Of Kemet) e della voce di Ellie Rowsell dei Wolf Alice, che ha partecipato ai cori di alcune tracce tra cui il singolo *Aperture*.

Le dodici tracce e il ritorno alla dimensione analogica

L’album, composto da dodici nuove tracce, è disponibile nelle versioni CD e LP Standard, in un nero esclusiva per la Discoteca Laziale e in un blu per La Feltrinelli, oltre a edizioni limitate e box set commercializzati attraverso il sito ufficiale dell’artista. La scaletta definitiva include, oltre alla già celebre *Aperture* – che ha debuttato al primo posto nella classifica britannica e in quella americana – brani come *American Girls*, *Ready, Steady, Go!*, *The Waiting Game*, *Season 2 Weight Loss*, *Coming Up Roses*, *Pop*, *Dance No More*, *Paint by Numbers* e *Carla’s Song*. Proprio di *Carla’s Song* Styles ha parlato in un’intervista per Apple Music con Zane Lowe, raccontando il personale legame con quel pezzo e con l’intero progetto, che molti critici stanno già definendo una svolta dance per il suo autore, un disco costruito per essere suonato e ballato dal vivo, lontano dalle logiche della riproducibilità digitale.

Una diretta mondiale e un tour da record

La serata di Manchester, d’altronde, non è stata solo un evento per i ventimila presenti. Due giorni dopo, domenica 8 marzo, una versione filmata del concerto intitolata *Harry Styles. One Night in Manchester* sarà disponibile su Netflix, segnando il debutto dell’artista sulla piattaforma streaming e permettendo ai fan di tutto il mondo di assistere a quella che è stata la prima prova generale del nuovo corso musicale. L’esibizione ha anche aperto ufficialmente la strada al *Together, Together Tour*, la nuova tournée mondiale che partirà a maggio dai Paesi Bassi e che porterà Styles in residenza per trenta date al Madison Square Garden di New York e per dodici sere allo Stadio di Wembley, a Londra: un’impresa logisticamente titanica che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la dimensione planetaria del suo ritorno. E mentre a Manchester si spegnevano le luci, con i cellulari ancora sigillati e le macchinette usa e getta pronte per essere sviluppate, resta la sensazione che per una notte, almeno quella, la musica abbia davvero riavvolto il nastro.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.