Vlahovic ancora senza squadra, il nodo delle commissioni frena il mercato: Besiktas in pole

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'avventura di Dusan Vlahovic alla Juventus si è ufficialmente chiusa con la scadenza naturale del suo contratto, avvenuta lo scorso primo luglio. Da quel momento, il centravanti serbo, classe 2000, è un calciatore svincolato e libero di accordarsi con qualsiasi club.

Eppure, a distanza di diverse settimane dall'inizio della finestra estiva di trasferimenti, il suo nome non è ancora stato accostato a una fumata bianca; un silenzio che, lungi dall'essere dovuto a una mancanza di estimatori, sembra trovare la sua ragion d'essere nelle elevate pretese economiche avanzate dal suo entourage, le quali stanno di fatto allontanando anche i club più facoltosi.

Il pressing del Besiktas e l'offerta concreta

Mentre il mercato dei grandi attaccanti si anima con operazioni multimilionarie, il futuro di Vlahovic sembra destinato a prendere una piega inaspettata, ovvero quella turca. Il Besiktas, infatti, si è fatto avanti con decisione nelle ultime ore, dimostrando un interesse concreto che va ben oltre il semplice sondaggio. Secondo le ricostruzioni più accreditate, il club di Istanbul avrebbe già predisposto un'offerta formale per assicurarsi le prestazioni del serbo, proponendogli un contratto dalla durata triennale.

La trattativa, seguita dall'agente Federico Pastorello, sarebbe entrata nel vivo e questa settimana potrebbe rivelarsi decisiva per il buon esito dell'operazione. Il club turco, consapevole del valore tecnico del giocatore nonostante il recente periodo di alti e bassi alla Juventus, sembra intenzionato a regalare un colpo di scena al proprio attacco, approfittando di una situazione di stallo che si è creata con le altre pretendenti.

La richiesta da 25 milioni che ha bloccato l'Arabia

A rallentare, o meglio a bloccare sul nascere, le trattative con i potenziali acquirenti non sarebbe tanto l'ingaggio richiesto da Vlahovic quanto piuttosto le commissioni pretese dai suoi procuratori. A rivelare l'entità della cifra è stata la stampa nazionale, con il quotidiano La Stampa che ha riportato i dettagli di una richiesta ritenuta proibitiva persino per i club più ricchi. Secondo quanto emerso, per la sola firma sul contratto, l'entourage dell'attaccante pretenderebbe una commissione di ben 15 milioni di euro.

Una somma, questa, che era già stata prospettata alla Juventus durante i tentativi di rinnovo dell'accordo, ma che aveva contribuito a far arenare le trattative in sede di definizione del nuovo ingaggio, che si sarebbe dovuto aggirare intorno ai 10 milioni netti a stagione. La cifra, per quanto elevata, ha scoraggiato i club di Premier League e ha avuto un effetto ancora più dirompente sul fronte arabo.

L'Al Ahli, società saudita che aveva manifestato un forte interesse per il giocatore, si è clamorosamente tirata indietro dopo aver ricevuto una richiesta di commissioni ancora più alta, pari a 25 milioni di euro. Una somma talmente fuori mercato da far desistere anche un club abituato a spendere cifre faraoniche per i top player internazionali, dimostrando come il problema principale non risieda nel cartellino (ormai azzerato) ma nei costi occulti legati all'operazione.

Le cifre dell'affare e la strategia dell'entourage

In questo contesto di mercato bloccato, la proposta del Besiktas si configura come l'unica via percorribile per il giocatore. La società turca, per superare lo stallo, avrebbe modificato la propria offerta per venire incontro alle esigenze di tutte le parti in causa. La nuova proposta prevede un pacchetto complessivo che soddisferebbe le richieste economiche dell'agente, fissando le commissioni per la firma a 10 milioni di euro.

Parallelamente, il contratto triennale destinato al calciatore prevederebbe un ingaggio annuo di 10 milioni di euro, una cifra che, sebbene inferiore a quella che poteva garantirgli un club arabo o inglese, risulta comunque competitiva per il calcio turco e per un giocatore che arriva da un'esperienza altalenante in Serie A. Questa strategia dell'entourage, che sembra aver fatto della massimizzazione dell'incasso immediato la priorità assoluta, rischia però di rivelarsi un boomerang.

L'eccessiva rigidità sulle commissioni ha infatti ridotto drasticamente il numero dei club disposti a sedersi al tavolo delle trattative, trasformando quella che poteva essere un'asta per un attaccante svincolato in un testa a testa tra il club di Istanbul e la possibilità di restare a piedi. L'attaccante serbo si trova così a dover scegliere se accettare la destinazione turca o rischiare di rimanere fuori rosa per diversi mesi, in attesa di un'offerta che, con queste premesse, appare sempre più difficile da concretizzare.

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