Cometa Atlas, il visitatore interstellare sfiora la Terra prima di Natale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Un regalo celeste, del tutto inaspettato, giunge dalle profondità dello spazio proprio nel cielo dell’Avvento, offrendo agli appassionati e agli scienziati uno spettacolo raro e fugace. Si tratta della cometa interstellare 3I/Atlas, un Corpo celeste che, dopo essere stato individuato lo scorso primo luglio da un sistema di telescopi automatici in Cile, sta compiendo in queste ore il suo avvicinamento più prossimo al nostro pianeta. Il suo passaggio, che toccherà la distanza minima venerdì 19 dicembre, rappresenta un’occasione irripetibile per l’osservazione, dato che l’oggetto, una volta completato il suo fly-by, riprenderà il suo viaggio senza ritorno nello spazio profondo, allontanandosi per sempre dal Sistema Solare.
L’identità di un viaggiatore cosmico
Ciò che rende unico questo evento è proprio la natura dell’oggetto, classificato come il terzo visitatore interstellare confermato dopo i casi di Oumuamua e Borisov. Provenendo da oltre i confini del nostro sistema planetario, la cometa porta con sé, nella sua chioma e nella sua coda, informazioni preziose sulla composizione e i processi che avvengono in altri sistemi stellari, elementi che gli astronemi, mobilitatisi in una campagna osservativa globale, stanno avidamente cercando di catturare. La rete di strumenti coinvolti, che include sia osservatori a terra tra i quali quelli alle Hawaii e in Australia, sia telescopi spaziali come Hubble e l’osservatorio a raggi X XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, testimonia l’importanza scientifica del fenomeno.
Come e quando alzare gli occhi al cielo
Per chi desidera assistere al transito, le condizioni di visibilità dall’Italia, sebbene non facili, sono alla portata di strumenti amatoriali. Pur non essendo visibile a occhio nudo, la cometa Atlas potrà essere scorta, condizioni meteorologiche permettendo, utilizzando un binocolo di ottima qualità o un piccolo telescopio, puntando lo sguardo nella giusta direzione del cielo notturno nelle serate immediatamente precedenti e seguenti il giorno del massimo avvicinamento. La finestra di osservazione sarà tuttavia breve, perché la sua elevata velocità relativa, tipica degli oggetti interstellari, ne accelererà il rapido allontanamento, rendendo il fenomeno un episodio tanto affascinante quanto effimero.
Un’indagine scientifica senza precedenti
Mentre gli osservatori cercano di immortalarla, la comunità scientifica internazionale sta analizzando i primi dati raccolti, che includono anche emissioni di raggi X rilevate dagli strumenti dedicati. Queste osservazioni multispettrali, le quali permettono di studiarne non solo la superficie ma anche l’interazione con il vento solare, sono fondamentali per avanzare ipotesi sulla sua struttura e sulla sua origine. Lo studio di Atlas, insomma, non si limita a un mero calcolo orbitale, ma costituisce una vera e propria indagine su un pezzo di materia aliena, un’indagine che potrebbe riservare sorprese e che si concluderà presto, quando il visitatore svanirà nel buio da cui è emerso.




