La doppia vita della cometa Atlas, tra frammenti e segnali radio

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mentre la cometa Atlas, designata ufficialmente C/2025 K1, compiva il suo temerario avvicinamento al Sole, il suo nucleo, sottoposto a un calore intensissimo, non è riuscito a reggere lo stress termico, disintegrandosi in numerosi frammenti che hanno offerto, nel loro dramma celeste, uno spettacolo di rara bellezza e un'occasione scientifica di straordinario valore, come documentato da un articolo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica firmato da Elena Mazzotta Epifani e Francesco Ferrigno.

Un destino diverso per l'oggetto interstellare

Parallelamente, ma in uno scenario del tutto differente, un altro viaggiatore cosmico, noto come cometa interstellare 3I/ATLAS, sta catturando l'attenzione degli scienziati e non solo: esso, a differenza della sua omonima, è sopravvissuto al perielio, sviluppando una coda ionica di notevole estensione e emettendo, per la prima volta, un segnale radio che è stato captato dagli strumenti di osservazione, mentre la sua traiettoria precisa è stata calcolata con l'ausilio di una sonda posizionata su Marte.

Le ipotesi si rincorrono online

Proprio questi dati, che per i ricercatori confermano la natura cometaria dell'oggetto, hanno nondimeno alimentato un vivace dibattito in rete, dove le speculazioni più fantasiose fanno capolino, trasformando il visitatore interstellare nel protagonista di teorie che poco hanno a che fare con la scienza accademica; tra queste, si diffonde l'idea, peraltro smentita dalle evidenze, che possa trattarsi di una sonda di origine non terrestre, una sorta di messaggero tecnologico da un altro sistema stellare.

La voce fuori dal coro di un astronomo

In questo contesto, si distingue la posizione del professor Avi Loeb di Harvard, il quale, pur nella consapevolezza del parere maggioritario della comunità scientifica, non ha mai abbandonato l'ipotesi che l'oggetto, viaggiando a una velocità di 210.000 chilometri orari, possa essere in realtà qualcosa di più di una semplice cometa, avanzando con cautela la possibilità che si tratti di una "nave madre" aliena, una tesi che, sebbene minoritaria, contribuisce ad accendere i riflettori su un fenomeno astronomico senza precedenti.

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