Djokovic a Torino, le Atp Finals cambiano volto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'attesa per l'annuncio ufficiale, che Novak Djokovic non ha ancora voluto formalizzare, sembra ormai giunta al suo epilogo, lasciando il posto a una certezza che ridisegna completamente gli scenari delle imminenti Atp Finals. A fugare ogni residuo dubbio, intervenendo con una dichiarazione perentoria, è stato il presidente della Fitp, il quale, nel corso di una trasmissione radiofonica, ha affermato senza mezzi termini di aver ricevuto conferma della partecipazione del campione serbo al torneo di Torino. Una notizia, questa, che, sebbene ancora non proclamata direttamente dall'interessato, impegnato in questi giorni nell'Atp 250 di Atene, un torneo di famiglia diretto dal fratello, assume il peso di un dato di fatto incontrovertibile e dalle conseguenze immediate.

L'effetto domino sulla corsa alle Finals

La presenza di Djokovic nel tabellone principale, di fatto, chiude un'opzione che molti, fino a poco fa, consideravano perlomeno probabile: quella del cosiddetto "jolly", ovvero di un posto che si sarebbe potuto liberare qualora il serbo avesse deciso di rinunciare. Con la sua partecipazione ormai data per assodata, l'ottavo e ultimo posto utile per accedere al Master di fine anno diventa, di colpo, un obiettivo dal percorso obbligato, che non ammette più calcoli o speranze in un forfait altrui. La contesa, che appare sempre più come un duello, si concentra così su due giocatori: da un lato il canadese, il quale, non potendo più contare su questa evenienza, vede la sua posizione diventare tremendamente precaria; dall'altro l'italiano Lorenzo Musetti, su cui ora grava un'onere e un'opportunità ben definiti.

Il percorso obbligato per Musetti

Per il tennista toscano, infatti, la strada maestra per agguantare la qualificazione, un traguardo che manca a un italiano da diversi anni, si è improvvisamente ridotta a un'unica, impervia via. Musetti, che proprio in queste ore è sceso in campo nel torneo di Atene, non ha più alternative: per superare il rivale canadese in quella che è una vera e propria classifica di merito, deve necessariamente centrare la vittoria finale in terra greca. Solo il titolo, con il consistente bottiglio di punti che ne deriverebbe, gli aprirebbe infatti le porte di Torino, trasformando una stagione altalenante in un successo memorabile; un'impresa che, va detto, richiederebbe una prestazione di altissimo livello in un contesto già di per sé logorante, a pochi giorni dall'inizio del prestigioso appuntamento torinese.

Lo scenario per Auger-Aliassime

Dall'altra parte della barricata, la situazione per Felix Auger-Aliassime, che fino a questo momento aveva occupato l'ultima piazza utile, si è capovolta, trasformando una posizione di relativa tranquillità in un'attesa carica d'ansia. Al canadese, privato dello scudo rappresentato da una possibile defezione di Djokovic, non resta che osservare da lontano lo svolgimento delle partite in Grecia, confidando in un passo falso dell'avversario. La sua speranza di partecipare alle Finals, ormai, non dipende più dalle sue azioni ma esclusivamente dai risultati altrui, in una condizione di passività che, per un atleta, rappresenta sempre una prova di carattere particolarmente difficile da gestire.

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