Irama, trent'anni tra musica e bilanci: da Carrara al successo, una storia tra le note

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Compie trent'anni, oggi, il cantautore Irama, al secolo Filippo Maria Fanti, nato a Carrara un 20 dicembre del 1995. Un traguardo che arriva a segnare, quasi come un naturale spartito, un percorso artistico iniziato in tenerissima età, con i primi brani scritti a sette anni e quel nome d'arte – un anagramma del secondo nome Maria – scelto con precoce determinazione a dodici. La sua, infatti, non è stata un’ascesa improvvisa ma un lento e costante lavorio sulle corde della sua sensibilità, coltivata tra lo studio della chitarra e del canto e un’adolescenza che, come lui stesso ha più volte accennato senza scendere in dettagli espliciti, è stata segnata da esperienze difficili e momenti di grande rischio personale. «Ho vissuto esperienze molto brutte e ho anche rischiato di morire», ha dichiarato in passato, lasciando trapelare, attraverso i suoi testi, un afflitto eppure tenace desiderio di riscatto.

L’esplosione artistica e il peso delle parole

La consacrazione pubblica è giunta, com’è noto, attraverso il piccolo schermo, prima con la partecipazione al talent show “Amici” e poi con le plurime apparizioni al Festival di Sanremo, palcoscenico che ha contribuito a fissarne l’immagine di autore introspettivo e dalla vocalità riconoscibilissima. I suoi brani, spesso intrisi di una malinconia sofferta e di una ricerca identitaria, come nella celebre “Cosa resterà”, fanno eco a quelle vicende personali solo accennate, costruendo un ponte diretto e sincero con chi ascolta. In quelle liriche, dove si racconta di “pianti, risa e grida”, si cela l’essenza di un artista che ha fatto della confessione in musica il proprio baluardo, trasformando le fragilità in narrazione universale senza indulgere in facili autocommiserazioni.

Il capitolo sentimentale con Victoria Stella Doritou

Accanto alla dimensione professionale, che oggi festeggia un decennio di esposizione mediatica, un capitolo significativo della sua vita privata è stato quello legato alla relazione con Victoria Stella Doritou. La storia, nata – come riportato – da un “colpo di fulmine” a Parigi nel febbraio del 2019 e proseguita con un periodo di convivenza e una successiva partecipazione insieme proprio al Festival di Sanremo, rappresenta un tassello ormai concluso ma non per questo meno rilevante del suo percorso. Quel legame, finito spesso sotto i riflettori delle riviste di gossip, ha contribuito a disegnare, seppur parzialmente, il profilo di un uomo che ha sempre preferito custodire con riserbo gran parte della sua sfera intima, lasciando che a parlare fossero prevalentemente le canzoni.

Il presente di un artista verso la maturità

Oggi, quel ragazzo di Carrara cresciuto a Monza si trova dunque a osservare il cammino percorso, dalla provincia alle luci della ribalta, portando con sé il bagaglio di prove superate e trasformate in arte. Il compleanno segna simbolicamente il passaggio a una nuova fase di maturità, sia umana che creativa, in cui le esperienze, anche quelle più dure, sembrano trovare una loro composizione armonica all’interno di una carriera solida e ricca di riconoscimenti. Senza bisogno di forzare bilanci o proiezioni, la sua storia parla di una dedizione al mestiere del cantautore che ha saputo farsi bussola attraverso le tempeste, mantenendo uno sguardo, per usare le sue stesse parole, ancora capace di “sgranare gli occhi” davanti alla meraviglia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.