Lombardia, caldo record ma niente stop per cantieri e agricoltura: lavoratori a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l’anticiclone africano scatena la sua seconda ondata di calore, con temperature che a Milano potrebbero sfiorare i 40 gradi nel weekend, la Regione Lombardia non ha ancora emesso un’ordinanza per proteggere i lavoratori più esposti. Operai edili, stradali e agricoli continuano a lavorare sotto il sole cocente, nonostante i bollettini di Arpa Lombardia segnalino il "bollino rosso" e i medici avvertano sui pericoli del caldo estremo.

Nei cantieri, come quello di via Betteloni, nella zona di Città Studi, si cerca di resistere con ghiaccioli e pause all’ombra delle strutture già erette. «Qui il sole batte tutto il giorno, serve buon senso», racconta Simone Pisoni, capocantiere 54enne, mentre distribuisce acqua fresca ai suoi uomini. Ma il buon senso, da solo, non basta: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le ondate di calore sono tra i principali rischi ambientali per la salute, con il 30% della popolazione globale già esposta a condizioni critiche per almeno 20 giorni l’anno.

Proprio per questo, Cisl e Confagricoltura chiedono interventi immediati. «Servono misure concrete per chi lavora all’aperto», insiste Roberto Varani, segretario di Filca Cisl, sottolineando l’urgenza di un piano coordinato. Eppure, nonostante gli allarmi, la politica regionale sembra ignorare il problema. Intanto, i lavoratori – molti dei quali precari o in nero – continuano a sudare sotto il sole, mentre i sindacati denunciano l’assenza di tutele adeguate.

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