Crisi delle uova negli Stati Uniti: prezzi record e contrabbando dal Messico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Negli Stati Uniti, il prezzo delle uova ha raggiunto livelli senza precedenti, con una dozzina che a febbraio 2024 è arrivata a costare 5,90 dollari all’ingrosso, un aumento del 10,4% rispetto all’anno scorso e del 189% rispetto ai minimi di agosto 2023. La causa principale di questa impennata è l’epidemia di influenza aviaria, che nell’ultimo trimestre ha decimato gli allevamenti, portando alla morte di oltre 20 milioni di galline ovaiole. Un colpo durissimo per le filiere di approvvigionamento, già messe a dura prova dalla crisi.

Le autorità statunitensi, consapevoli della gravità della situazione, hanno cercato soluzioni immediate, rivolgendosi persino all’Europa. Tra i Paesi contattati c’è la Danimarca, nota per la sua produzione di uova di alta qualità. Secondo fonti di Reuters, un rappresentante del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) ha avviato trattative formali con la Danish Egg Association per valutare la possibilità di importare uova oltreoceano. Una mossa che, nonostante le tensioni commerciali legate ai dazi imposti dall’amministrazione Trump, dimostra l’urgenza di trovare una via d’uscita dalla crisi.

Anche l’Italia è stata coinvolta nelle richieste di aiuto da parte di Washington. L’ambasciata statunitense a Roma ha contattato Unaitalia, l’Unione nazionale delle filiere agroalimentari carni e uova, chiedendo una fornitura che coprisse i prossimi sei mesi. Tuttavia, l’associazione ha declinato la proposta, lasciando gli Stati Uniti a dover cercare altrove soluzioni per far fronte alla carenza.

Intanto, la situazione ha portato a sviluppi insoliti e preoccupanti. Con i prezzi alle stelle, alcuni viaggiatori hanno iniziato a fare scorte di uova in Messico, dove il costo è significativamente più basso, per poi rivenderle illegalmente negli Stati Uniti. Un fenomeno che ha attirato l’attenzione delle autorità di confine, come nel caso di un pickup fermato a El Paso, in Texas, dove, oltre a 64 chili di metanfetamina nascosti nei sedili e nel ruotino di scorta, sono state trovate anche scatole di uova contrabbandate. Un episodio che, se da un lato evidenzia la gravità della crisi, dall’altro solleva interrogativi sulle possibili conseguenze per la sicurezza alimentare.

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