Gpt-5 divide gli utenti, mentre OpenAI ripristina i vecchi modelli

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’atteso lancio di Gpt-5, il nuovo modello fondazionale di OpenAI, avrebbe dovuto segnare un ulteriore balzo in avanti nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Eppure, a poche ore dal debutto, l’entusiasmo iniziale si è trasformato in una serie di proteste diffuse, con migliaia di utenti che ne hanno contestato le prestazioni, giudicate inferiori rispetto alle versioni precedenti. Quello che doveva essere un momento di trionfo per l’azienda di Sam Altman si è rivelato, invece, un passaggio più complicato del previsto, costringendo OpenAI a fare marcia indietro e ripristinare temporaneamente Gpt-4o e Gpt-4.1.

La delusione è emersa con forza soprattutto su Reddit, dove interi thread sono stati dedicati alle critiche verso il nuovo sistema. «Per me Gpt-4o non solo aveva prestazioni migliori, ma dava risposte più gradevoli, con un ritmo e una scintilla che in Gpt-5 non ritrovo», ha scritto un utente, mentre un altro ha paragonato la sostituzione del vecchio modello alla perdita di un amico: «È come se qualcuno fosse morto». Le lamentele, raccolte anche durante una sessione AMA con Altman e alcuni ingegneri, hanno spinto l’azienda a intervenire, ripristinando l’accesso alle versioni precedenti, almeno per gli abbonati a pagamento.

Le obiezioni principali riguardano la percezione di un’involuzione nelle capacità conversazionali, con risposte giudicate meno naturali e più meccaniche, nonostante i progressi dichiarati nell’elaborazione del linguaggio. Un paradosso che ha alimentato frustrazione tra chi, ormai abituato a interagire con i modelli precedenti, si è trovato di fronte a un’esperienza diversa e, secondo molti, peggiorativa.

OpenAI, dal canto suo, non ha fornito dettagli tecnici sulle modifiche apportate, limitandosi a riconoscere le difficoltà iniziali. Altman, in particolare, ha definito «complicato» il lancio, senza però approfondire le ragioni specifiche del malcontento. Quel che è certo è che la società, dopo aver puntato tutto sull’innovazione, si è trovata a dover gestire una transizione più accidentata del previsto, dimostrando ancora una volta quanto l’equilibrio tra evoluzione e stabilità rimanga una sfida aperta nel settore dell’IA.

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