Brunori Sas tra Gaza, politica e Sanremo: «Bisogna schierarsi»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Brunori Sas prende posizione sulla guerra a Gaza, critica la sinistra italiana e racconta le contraddizioni della propria storia familiare nel nuovo spettacolo teatrale TuttoBrunori. Il cantautore calabrese, protagonista di tre serate al Teatro degli Arcimboldi di Milano dall'8 al 10 ottobre 2026, affronta argomenti politici e personali alternando musica, ironia e monologhi. Davanti al pubblico rivendica il diritto degli artisti a esprimere le proprie convinzioni anche sulle questioni più divisive, senza limitarsi al ruolo di interpreti delle proprie canzoni.
La posizione su Gaza e le critiche alla sinistra italiana
Il conflitto tra Israele e Palestina occupa uno dei passaggi politicamente più espliciti dello spettacolo. Brunori definisce quanto accade nella Striscia un «genocidio» e respinge l'idea che un musicista debba evitare gli argomenti controversi per non scontentare una parte del pubblico. La sua risposta all'invito, frequente sui social, a pensare soltanto a cantare passa attraverso una dichiarazione precisa: «Preferisco il ridicolo di prendere posizione, al ridicolo di non prenderne affatto». Una scelta che porta sul palco anche la riflessione sulle responsabilità individuali davanti alla guerra.
Le osservazioni politiche coinvolgono anche la sinistra, alla quale il cantautore si sente vicino senza rinunciare a criticarla. Nei suoi interventi emerge la distanza tra una parte della rappresentanza progressista e il Paese reale, raccontata attraverso battute e riferimenti alla propria identità culturale. L'artista ironizza sulla figura del cantautore impegnato, trasformando in oggetto di satira anche l'immagine pubblica che gli viene attribuita. Il confronto con l'avanzata delle destre entra così in un racconto che non risparmia le contraddizioni dello schieramento nel quale si riconosce.
La politica attraversa anche i ricordi del padre, con il quale esisteva una profonda distanza ideologica. Brunori racconta di essere cresciuto con convinzioni di sinistra mentre il genitore votava Fiamma Tricolore, una differenza che diventa parte della narrazione familiare. Il rapporto tra padre e figlio si intreccia con quello che oggi il musicista vive da genitore, con i riferimenti alla figlia e alla compagna Simona Marrazzo. Sul palco trovano spazio anche l'invecchiamento, i cambiamenti del corpo e le insicurezze di un uomo che ha raggiunto i quarantanove anni.
Il teatro-canzone ispirato a Gaber, tra diciassette brani e dieci monologhi
Il progetto si ispira dichiaratamente al teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, omaggiati fin dall'apertura della rappresentazione. Una voce fuori campo annuncia il 28 settembre 1977, data di nascita del protagonista, che si presenta giocando sulle proprie iniziali e richiamando il celebre signor G. L'impianto teatrale comprende diciassette canzoni e dieci monologhi, distribuiti lungo circa due ore senza intervallo. I testi parlati non sono semplici introduzioni musicali: comprendono ricordi, osservazioni sociali, battute e riflessioni sul dubbio come strumento per interrogare le proprie certezze.
Anche gli arrangiamenti si allontanano dalla struttura di un tradizionale concerto rock. La formazione rinuncia a basso, batteria e chitarra elettrica, privilegiando pianoforte, chitarra acustica, theremin, mandola, archi e fiati. La scelta accompagna una dimensione più raccolta, nella quale la voce può passare dal canto alla recitazione senza interrompere il percorso narrativo. Nella scaletta figurano brani come La verità, La ghigliottina, La vita com'è, Capita così, L'uomo nero e Canzone contro la paura, insieme a Per due che come noi e L'albero delle noci.
Il ritorno a Sanremo e le prossime date del tour
Durante un incontro con i giornalisti, il musicista ha parlato anche della sua esperienza al Festival di Sanremo, ammettendo di essersi divertito più di quanto immaginasse. Prima di partecipare aveva avuto delle resistenze, superate una volta salito sul palco dell'Ariston. Tra gli aspetti che ha apprezzato maggiormente c'è stata la possibilità di presentare una nuova canzone dal vivo a un pubblico che la ascoltava per la prima volta. Sull'ipotesi di ripetere l'esperienza ha scherzato indicando il 2035, chiarendo però che al momento non esiste alcun progetto concreto e che preferisce lasciare trascorrere del tempo dopo la prima partecipazione.
La tournée, prodotta da Vivo Concerti, è partita il 2 ottobre da La Spezia ed è passata successivamente per Brescia, prima delle tre repliche milanesi tutte esaurite. Il calendario comprende complessivamente ventotto appuntamenti in venti città italiane. Dopo gli Arcimboldi, sono previste esibizioni il 12 ottobre al Teatro Carlo Felice di Genova, il 14 e 15 all'Auditorium Lingotto di Torino, il 17 e 18 a Firenze, il 19 a Bologna, il 22 a Trieste e il 23 a Padova. Il percorso teatrale si concluderà il 25 novembre a Cosenza, con le ultime due rappresentazioni al Teatro Alfonso Rendano.
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