Matrimoni da miliardari: quando il lusso sfida il buon senso
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Redazione Economia
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Organizzare un matrimonio degno di Jeff Bezos e Lauren Sánchez non è affare per animi timidi. Quello che per molti sarebbe il culmine di una vita di sogni, per i luxury wedding planner è solo un altro giorno in ufficio, tra jet privati, star internazionali e protocolli degni di un summit diplomatico. A Venezia, dove la coppia ha scelto di celebrare le nozze, si prepara l’arrivo di almeno 250 ospiti, molti dei quali atterreranno con 80 o 90 voli privati all’aeroporto Marco Polo. Un dispiegamento di mezzi che ha già scatenato polemiche, tra chi accusa la città di essersi “venduta” e chi, al contrario, spera di attirare l’evento nel proprio territorio.
La lista delle eccentricità è lunga. Gli invitati, selezionati con cura maniacale, dovranno rinunciare ai cellulari: lo staff li raccoglierà all’ingresso, per evitare fughe di notizie o foto indesiderate. Lauren Sánchez, da parte sua, sembra intenzionata a cambiare abito 27 volte, mentre la location – ancora top secret – sarà presumibilmente blindata da security e riservatezza. E poi c’è il capitolo intrattenimento: voci non confermate parlano di performance stellari, anche se Rihanna, ormai, non stupisce più nessuno.
Ma il vero nodo, oltre al costo stellare, è l’impatto su una città già fragile come Venezia. L’occupazione di hotel di lusso e motoscafi ha sollevato malumori, in un contesto dove il turismo di massa è spesso vissuto come una maledizione più che una risorsa. A Capri, intanto, il sindaco ha vietato le promozioni aggressive per preservare il decoro, mentre altrove si discute se eventi simili siano davvero sostenibili.




