Toyota svela il motore V8 biturbo ibrido per la nuova supercar GR
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Mentre il settore automotive sembra volersi orientare in maniera quasi esclusiva verso la trazione elettrica, la Toyota, che pure su quel fronte sta sviluppando una propria gamma, compie una scelta controcorrente e annuncia con decisione il suo impegno nei motori termici. Il colosso giapponese, che da anni detiene il primato di costruttore più venduto al mondo, ha infatti svelato i piani per un nuovo, potentissimo propulsore V8 biturbo ibrido, il quale, in uno stile che ricorda da vicino l'approccio delle supercar di Maranello, è destinato a equipaggiare la prossima supercar a marchio GR. Questa mossa, che molti definirebbero audace in un momento storico simile, conferma come l'innovazione sia parte del dna dell'azienda, la quale non intende abbandonare la strada della sperimentazione termica, spostando in avanti l'asticella del progresso tecnologico.
Il cuore pulsante della GR GT
Il motore, che appartiene a una nuova famiglia modulare di propulsori termici del gruppo, è stato sviluppato specificamente per il veicolo di punta ad alte prestazioni, la GR GT, il cui debutto è atteso per l'inizio del prossimo dicembre. Sebbene la casa avesse già a lungo parlato dei suoi nuovi motori a quattro cilindri, più compatti e leggeri, destinati ad alimentare la maggior parte dei modelli di serie, fino a ora erano circolate ben poche informazioni riguardanti un propulsore di tali dimensioni e prestazioni. L'arrivo di questo V8 biturbo ibrido, una "forza della natura" secondo le dichiarazioni dell'azienda, rappresenta dunque una svolta significativa, che mira a sfidare apertamente i protagonisti del segmento premium, come Porsche, e a dimostrare che il termico ha ancora molto da dire.
Una piattaforma condivisa con Lexus
La strategia di Toyota, peraltro, non si limita al solo marchio GR. Takashi Uehara, presidente della divisione powertrain, ha infatti lasciato intendere che anche Lexus, il brand di lusso del gruppo, potrebbe beneficiare di questa importante sviluppo ingegneristico. Il marchio premium sta già lavorando a una versione esclusiva dello stesso motore, che verrebbe integrata nel futuro modello di produzione derivato dalla Lexus Sport Concept. Questo approccio modulare, che prevede l'impiego della stessa base meccanica su vetture di marchi diversi ma appartenenti allo stesso conglomerato industriale, permette di ottimizzare gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, offrendo al contempo prodotti con un'anima prestazionale comune ma con caratteri e posizionamenti di mercato distinti.
L'eredità e la sfida per il futuro
La decisione di investire su un motore di così grande cilindrata e potenza, in un'epoca di transizione energetica, segna un preciso posizionamento tecnico e filosofico della casa di Aichi. Pur senza trascurare lo sviluppo della mobilità a zero emissioni, Toyota conferma la sua preferenza per una transizione più graduale, che continui a includere i motori a combustione interna e i sistemi ibridi, da sempre suoi cavalli di battaglia. L'azzeramento delle emissioni di CO2 rimane un obiettivo di lungo periodo, ma la strada per raggiungerlo, secondo l'azienda, non può prescindere dall'utilizzo di tutte le tecnologie disponibili, compresi quei propulsori termici che, grazie all'innovazione, possono diventare sempre più efficienti e meno impattanti.




