Prezzi della benzina restano alti nonostante il calo del petrolio: l’Antitrust sotto pressione
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Redazione Economia
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Mentre il prezzo del greggio, dopo i picchi legati alla guerra in Iran, segna un netto ridimensionamento, i carburanti continuano a mantenere quotazioni insolitamente elevate, alimentando le proteste delle associazioni dei consumatori. Sebbene i mercati internazionali abbiano registrato un calo delle materie prime, quello che si osserva alle pompe di benzina e diesel è tutt’altro che un adeguamento immediato. Una dinamica che, come denunciato da Adoc, Assoutenti e Federconsumatori, sembra ripetersi ogni volta: i rincari sono rapidi, i ribassi no.
I dati più recenti, elaborati da Staffetta Quotidiana, mostrano un lieve miglioramento, con Tamoil che ha abbassato di due centesimi il prezzo della benzina e di tre quello del gasolio. Tuttavia, la media nazionale resta alta: il self-service si attesta a 1,752 euro al litro, cifra che, seppure in diminuzione, non riflette appieno il crollo delle quotazioni petrolifere. Un divario che solleva interrogativi sulla reale concorrenza nel settore e sulla trasparenza dei meccanismi di formazione dei prezzi.
Proprio per questo, l’Unione Consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust, chiedendo un intervento urgente. "Quando il petrolio sale, i distributori adeguano subito i listini; quando scende, invece, i tempi si allungano in modo sospetto", è l’accusa. Le statistiche parlano chiaro: da inizio anno, il greggio ha perso il 21% del suo valore, mentre la benzina si è ridotta solo del 2,5%. Un gap che, secondo le associazioni, dimostra come il sistema favorisca produttori e gestori, a discapito degli automobilisti.
La situazione, del resto, non è nuova. Già in passato, le inchieste hanno evidenziato ritardi nei riallineamenti al ribasso, ma finora le autorità non sono intervenute con misure efficaci. Ora, con l’estate alle porte e i consumi destinati a salire, la pressione per una risposta si fa più forte. Senza contare che, sullo sfondo, pesa anche l’incertezza geopolitica: se Trump, presidente degli Stati Uniti, dovesse adottare nuove politiche energetiche, i mercati potrebbero subire ulteriori scossoni.




