Il supermercato degli spioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Emergono dettagli inquietanti sulla maxi inchiesta della Procura di Milano e della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) per dossieraggio e accesso abusivo a database istituzionali. Un gigantesco mercato delle informazioni, che fa tremare l'imprenditoria e la finanza italiana, è stato smascherato. Tra i nomi coinvolti, spiccano quelli di Letizia Moratti, ex sindaco di Milano, e di dipendenti di aziende di rilievo come Erg e Barilla, oltre a giornalisti di spicco.

La rete di hacker, dedita allo spionaggio industriale, avrebbe clonato o utilizzato abusivamente un indirizzo email assegnato a Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica. Due degli arrestati nell'indagine milanese si vantavano di essere riusciti a violare la posta elettronica del Capo dello Stato. Questo episodio, che rappresenta solo la punta dell'iceberg, mette in luce la pericolosità e la pervasività delle attività illecite condotte dalla rete.

Enrico Pazzali, capo della Fondazione Fiera, è accusato di aver ordinato accessi abusivi ad archivi ufficiali con la complicità di un ex poliziotto e di un finanziere. Tra i presunti clienti della rete, figurano banchieri e rampolli di famiglie illustri, come Leonardo Del Vecchio jr, erede di Luxottica. Quest'ultimo avrebbe fatto installare un virus spia nel telefono della fidanzata, Jessica Serfaty, per monitorare i suoi spostamenti e le sue comunicazioni.

Le telecamere nascoste dai carabinieri nella sede della Equalize, a Milano dietro il Duomo, hanno ripreso l'ingresso di due emissari di Del Vecchio jr, Marco Talarico e Mario Cella, rispettivamente gestore patrimoniale e capo della sicurezza.

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