Riesame delle accuse nel disastro della funivia del Mottarone
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Redazione Interno
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Il disastro della funivia del Mottarone, avvenuto il 23 maggio 2021, ha provocato la morte di 14 persone che erano a bordo della cabina numero 3. La cabina è precipitata a causa della rottura della fune traente e del blocco del freno d'emergenza. L'unico sopravvissuto è stato il piccolo Eitan, che è rimasto orfano.
Il verdetto del giudice
Il giudice preliminare di Verbania, Rosa Maria Fornelli, ha stabilito che la strage del Mottarone è stata la conseguenza di una drammatica sete di guadagno, che ha portato a diluire i controlli e a eliminare i dispositivi di frenata. Tuttavia, gli imputati erano convinti che non si sarebbe mai verificato alcun evento lesivo della pubblica incolumità.
Riesame delle accuse
Nonostante le aspettative, il tribunale di Verbania non ha ancora deciso chi tra gli indagati per la tragedia della funivia del Mottarone dovrà andare a processo. Il giudice Fornelli ha ritenuto ineccepibili le argomentazioni illustrate dalle difese. Pertanto, si resta in fase di udienza preliminare e le parti si ritroveranno in aula il 12 settembre.
La reazione degli imputati
Gli imputati hanno ringraziato il giudice per il suo verdetto, che ha escluso l'intenzionalità nel disastro. Secondo l'ordinanza di 14 pagine firmata dalla gup Fornelli, gli imputati erano mossi da scopi di profitto e di massimizzazione dei guadagni, ma erano convinti che non si sarebbe mai verificato alcun evento lesivo della pubblica incolumità.
Prossimi passaggi
Il processo rimane in fase di udienza preliminare, con molto lavoro da rifare da parte della Procura. Il prossimo appuntamento in aula è fissato per il 12 settembre, quando si deciderà chi tra gli indagati dovrà andare a processo. Nel frattempo, la comunità locale e le famiglie delle vittime attendono con ansia che venga fatta giustizia.




