Processo Mottarone, udienza preliminare da rifare
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Redazione Interno
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Il processo per la tragedia della funivia del Mottarone, in cui il 23 maggio 2021 persero la vita quattordici persone, tra cui due bambini, ripartirà da zero. L'unico sopravvissuto, il piccolo Eitan, che all'epoca aveva cinque anni, è ancora in attesa di giustizia. Dopo circa dieci mesi di confronto in aula su due perizie tra accusa e difesa, il procedimento ritorna indietro. Il giudice per l'udienza preliminare di Verbania, Rosa Maria Fornelli, ha restituito il fascicolo alla procuratrice Olimpia Bossi e alla pm Laura Carrera.
Il pubblico ministero sostiene una tesi, il giudice ne sostiene un'altra, e nessuno sembra voler cedere. Questo braccio di ferro ha portato a un risultato: il processo per la tragedia della funivia del Mottarone non comincia. Si torna indietro, alla fase delle indagini. A tre anni e mezzo dalla tragedia, nessuno - né i familiari delle vittime, né il piccolo sopravvissuto Eitan, né gli imputati - sa quando un processo potrà finalmente iniziare a cercare la verità su quel cavo che si è spezzato all'improvviso e sul freno d'emergenza che non è scattato perché disattivato.
La nuova udienza preliminare dovrà essere celebrata da capo, annullando di fatto quella iniziata a gennaio e che lo scorso 23 luglio avrebbe dovuto concludersi con i rinvii a giudizio o i proscioglimenti delle persone e delle società ritenute responsabili a vario titolo del disastro. La tragedia del Mottarone, dovuta alla rottura della fune traente e alla disattivazione del freno d'emergenza, ha lasciato un segno indelebile nelle vite delle famiglie coinvolte e nella memoria collettiva.
Il passo indietro deciso dal gup di Verbania rappresenta un ulteriore ostacolo nel percorso verso la giustizia. La complessità del caso, con le sue perizie contrastanti e le diverse interpretazioni delle responsabilità, continua a rallentare il processo.




