Processo Mottarone, nuova udienza preliminare necessaria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il processo per la tragedia della funivia del Mottarone, in cui il 23 maggio 2021 persero la vita quattordici persone, tra cui due bambini, ripartirà da capo. L'unico sopravvissuto, il piccolo Eitan, che all'epoca aveva cinque anni, è stato testimone di un evento drammatico che ha segnato profondamente la sua vita. Dopo circa dieci mesi di confronto in aula su due perizie tra accusa e difesa, il procedimento ritorna indietro, poiché il giudice per l'udienza preliminare (gup) di Verbania, Rosa Maria Fornelli, ha restituito il fascicolo alla procuratrice Olimpia Bossi e alla pm Laura Carrera.
La decisione del gup di restituire il fascicolo alla procura rappresenta un passo indietro significativo nel percorso giudiziario. Il pubblico ministero sostiene una tesi, mentre il giudice ne sostiene un'altra, e nessuno sembra disposto a cedere dalle proprie posizioni. Questo stallo ha portato alla necessità di ripartire dalla fase delle indagini, lasciando i familiari delle vittime, il piccolo Eitan e gli imputati in un limbo di incertezza.
Il processo, che si sta celebrando a Verbania, è stato caratterizzato da un braccio di ferro tra i magistrati, con il risultato che non si è ancora riusciti a iniziare a cercare la verità su quanto accaduto. Il cavo che si è spezzato all'improvviso e il freno d'emergenza che non è scattato perché disattivato sono al centro delle indagini, ma a tre anni e mezzo dalla tragedia, non si sa ancora quando il processo potrà finalmente fare luce su questi aspetti cruciali.
La restituzione del fascicolo alla procura implica che l'udienza preliminare dovrà essere celebrata di nuovo da capo, prolungando ulteriormente i tempi di un procedimento già complesso e doloroso.




