Fiat Grizzly, il nuovo suv a sette posti si mostra in anteprima tra Fastback e motori green
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Redazione Economia
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Il lungo alone di indiscrezioni che avvolgeva il futuro crossover di largo Torino si è finalmente dissolto nel corso dell’Investor Day 2026 di Stellantis. In quella che doveva essere una sessione tecnica riservata agli analisti, la holding ha invece regalato un assaggio concreto della strategia commerciale del marchio Fiat, proiettato ormai verso una nuova era di espansione. Tra le slide del piano industriale, valido fino al 2030, è comparsa la prima immagine ufficiale che ha messo fine a ogni speculazione: la nuova ammiraglia del segmento C si chiamerà ufficialmente Grizzly, confermando la volontà della casa di associare il modello a una robustezza e a una capacità di carico degne del nome che porta. Questa mossa, a ben vedere, non fa che accelerare un percorso già tracciato dai cosiddetti “avvistamenti” che avevano catturato i riflettori degli addetti ai lavori nelle scorse settimane.
Piattaforma condivisa e doppia anima stilistica per la nuova gamma
Sotto la pelle, la meccanica non tradisce le attese: la Grizzly nasce sull’ormai collaudata piattaforma Smart Car, la stessa che dà vita alla Fiat Grande Panda, ma viene qui allungata nel passo per ospitare fino a sette passeggeri e sviluppare una plancia totalmente inedita. Il gruppo di ingegneri del Lingotto ha quindi scelto di non utilizzare la più recente architettura STLA One, presentata anch’essa durante l’Investor Day, semplicemente perché i tempi di sviluppo del nuovo crossover erano già in fase troppo avanzata quando la piattaforma globale è stata definita. La produzione, come ormai noto e ampiamente anticipato dagli scatti rubati nei pressi dello stabilimento, è destinata agli impianti marocchini di Kenitra; una decisione industriale che ha suscitato qualche polemica, ma che risponde a una logica di ottimizzazione dei costi per rendere il modello competitivo sui mercati globali.
Lo stile, a guardare i primi render ufficiali, gioca sul doppio binario della tradizione e della sportività. La gamma si articolerà infatti in due varianti distinte, entrambe caratterizzate dal frontale a firma luminosa pixelata ereditato dalla sorella minore. Da un lato troviamo la versione classica, un Suv familiare dalle forme squadrate e rassicuranti; dall’altro la Fastback, una sorta di Suv coupé dal tetto discendente e dalla coda più muscolosa, il cui profilo era già emerso in alcune foto spia pubblicate sul web. Quest’ultima, immortalata durante un presunto set fotografico con una vivace carrozzeria gialla e il tetto a contrasto, sembra suggerire che l’appuntamento con il debutto ufficiale sia molto più vicino di quanto si pensi, forse già in occasione del prossimo Salone di Parigi.
Motorizzazioni multi-energia e listino accessibile
Per quanto riguarda il cuore pulsante del veicolo, Fiat non ha ancora rilasciato i dati tecnici definitivi, ma la condivisione della piattaforma con altri modelli del gruppo (vedi Citroën C3 Aircross e Opel Frontera) permette di tracciare un profilo piuttosto accurato. Il ventaglio di propulsori si preannuncia variegato e calibrato sulle esigenze di una clientela eterogenea: si partirà dal tradizionale 1.2 turbo a tre cilindri, capace di erogare 101 cavalli, per passare alle soluzioni mild hybrid con cambio automatico, dove la potenza potrebbe oscillare tra i 110 e i 145 cavalli. Per chi invece guarda al futuro con l’obiettivo delle zero emissioni, la Grizzly offrirà una variante elettrica da 113 cavalli, abbinabile a due diversi accumulatori che promettono un’autonomia compresa tra i 300 e i 400 chilometri.
Il discorso economico, inevitabilmente, rappresenta l’ago della bilancia per un modello che ambisce a diventare un best seller. Le stime attuali vedono un prezzo di partenza collocato intorno ai 20.000.000 euro, una cifra che posizionerebbe il nuovo arrivato in una fascia estremamente aggressiva per un Suv dalle dimensioni generose. La strategia di Stellantis, con questa operazione, è trasparente: sfruttare le economie di scala e la centralità del marchio torinese – individuato come uno dei quattro brand globali su cui investire massicciamente – per riconquistare quote di mercato nel segmento delle auto accessibili per la famiglia, senza rinunciare a un linguaggio stilistico riconoscibile e a una declinazione green che ormai non può più mancare in listino.




