Trasporti, dopo lo stop ai voli ora tocca ai treni: parte la mobilitazione di 24 ore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo una giornata, quella di ieri, caratterizzata da disagi significativi per il trasporto aereo, con oltre trecento voli cancellati e un'adesione allo sciopero che i sindacati hanno definito altissima, tocca ora al comparto ferroviario fermarsi. L'attenzione si sposta dunque dalle nuvole ai binari, con una mobilitazione nazionale che interesserà il personale di macchina e di bordo, e che promette di creare non pochi grattacapi a chi ha in programma di mettersi in viaggio tra la tarda serata di oggi e l'intera giornata di domani.

La protesta, che prenderà il via puntuale alle 21 di questa sera, venerdì 27 febbraio, si protrarrà per ventiquattr'ore, fino alle 20:59 di sabato 28, e coinvolgerà i lavoratori delle principali aziende del settore, da Trenitalia a Italo, passando per Trenord e altri operatori locali come Trenitalia Tper. L'agitazione è stata indetta da una compagine di sigle sindacali autonome e di base – tra cui Cub, Sgb e Usb – alle quali si è aggiunta l'Assemblea nazionale Pdm/Pdb del Gruppo Fsi, che rappresenta macchinisti e capitreno. Le ragioni alla base dello stop, al di là delle specifiche vertenze, affondano in un terreno comune di rivendicazioni che riguardano la sicurezza, i ritmi di lavoro percepiti come sempre più logoranti, e una richiesta generalizzata di incrementi salariali e di maggiori tutele, specialmente per quanto concerne la manutenzione e il personale addetto al trasporto merci.

Le fasce di garanzia e i treni a lunga percorrenza assicurati

Come da prassi, anche in questa occasione viene incontro ai viaggiatori la normativa che disciplina le astensioni dal lavoro nei servizi pubblici essenziali, la quale prevede l'istituzione di fasce orarie di garanzia e l'indicazione di specifici convogli che non potranno essere soppressi. Per il trasporto regionale, i servizi minimi garantiti saranno operativi nelle consuete fasce di punta, ovvero dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 18 alle 21 della sera, sia per Trenitalia che per le altre aziende che gestiscono il traffico locale come Trenord e Tper. È bene tuttavia mettere in conto che le ripercussioni sulla circolazione potrebbero manifestarsi anche prima dell'inizio ufficiale dello sciopero e, analogamente, protrarsi oltre l'orario di termine dello stesso, a causa della complessa macchina organizzativa necessaria per ripristinare la piena funzionalità del servizio.

Per quanto concerne i treni a lunga percorrenza, inclusi i convogli dell'Alta Velocità come le Frecce e gli Intercity, le compagnie hanno diffuso specifici elenchi dei collegamenti garantiti, consultabili sui rispettivi siti web istituzionali. Una regola importante da ricordare per chi dovesse trovarsi in viaggio allo scoccare delle 21 è che il treno raggiungerà la destinazione finale solo se questa è prevedibile entro un'ora dall'inizio dell'agitazione; in caso contrario, la corsa potrebbe terminare nella stazione utile precedente.

Le opzioni per i passeggeri tra rimborsi e modifiche di prenotazione

A fronte di questi disagi, i diritti dei passeggeri non vengono meno. Coloro che, a causa dello sciopero, intendono rinunciare al viaggio possono richiedere il rimborso del biglietto. Per i treni Intercity e Frecce, la domanda va presentata entro l'orario di partenza del treno prenotato, mentre per i treni Regionali il termine ultimo è fissato alle 24 del giorno antecedente l'agitazione, quindi entro la mezzanotte di oggi. In alternativa al rimborso, viene data la possibilità di riprogrammare il viaggio, a condizioni di trasporto simili e secondo la disponibilità dei posti, non appena possibile. Trenord, in particolare, ha segnalato che per i collegamenti aeroportuali con Malpensa, in caso di soppressione dei treni, saranno attivi bus sostitutivi diretti, senza fermate intermedie, da Milano Cadorna e da Stabio.

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