Wanna Marchi premiata in Campidoglio, il Comune cambia le regole
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Roma Capitale rivedrà le procedure per concedere le proprie sale dopo il caso di Wanna Marchi premiata in Campidoglio insieme alla figlia Stefania Nobile. L’amministrazione ha annunciato verifiche preventive più stringenti sulle iniziative ospitate e sulle persone coinvolte, intervenendo dopo le polemiche provocate dalla cerimonia del Premio Internazionale della Cultura. Il riconoscimento era stato consegnato il 23 settembre nella Sala della Protomoteca, uno degli spazi di rappresentanza del complesso capitolino, durante una manifestazione privata e non organizzata dal Comune.
La revisione delle concessioni dopo le polemiche
La decisione annunciata dal Campidoglio interviene direttamente sull’istruttoria che precede l’autorizzazione all’utilizzo degli spazi. L’obiettivo dichiarato è acquisire con un anticipo sufficiente i programmi definitivi delle manifestazioni e l’elenco dei singoli partecipanti, in modo da consentire le valutazioni prima del via libera. L’amministrazione valuterà anche specifiche linee guida e, qualora fossero ritenute necessarie, modifiche alla disciplina regolamentare vigente, con criteri più rigorosi destinati a tutelare il ruolo, il prestigio e i valori associati alle sedi di Roma Capitale.
La vicenda ha evidenziato il problema del controllo sugli appuntamenti promossi da soggetti esterni ma ospitati in luoghi fortemente identificati con l’istituzione. La manifestazione era infatti un’iniziativa privata organizzata dalla casa editrice Edizioni Cento e il Campidoglio non aveva un ruolo formale nell’assegnazione dei riconoscimenti. La cornice scelta, però, era la Protomoteca: proprio l’utilizzo di una sala capitolina per una premiazione che ha suscitato forti reazioni ha spostato l’attenzione sulle procedure attraverso le quali vengono autorizzati eventi di questo tipo.
Il consigliere Dario Nanni: «Non conoscevo i nomi dei premiati»
A chiedere la concessione dello spazio era stato il consigliere capitolino Dario Nanni, del Gruppo Misto, che si è assunto la responsabilità della richiesta spiegando che si tratta di una procedura utilizzata nel tempo da esponenti sia di maggioranza sia di opposizione. Nanni ha dichiarato di non essere stato informato della presenza delle due donne nell’elenco dei premiati e ha affermato che, conoscendo preventivamente i loro nomi, non avrebbe sostenuto la richiesta. Alla cerimonia era presente per un saluto istituzionale e per accogliere gli ospiti dell’iniziativa.
Le reazioni hanno attraversato schieramenti politici diversi. L’ex sindaca Virginia Raggi, oggi consigliera del Movimento 5 Stelle, ha contestato il fatto che l’amministrazione non conoscesse preventivamente chi sarebbe stato celebrato nella sala. Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama, ha invece espresso «stupore e indignazione» chiedendo chiarimenti sull’accaduto. Sul fronte scolastico è intervenuta FederIstruzione: il segretario generale Antonio Scarpellino ha criticato il messaggio trasmesso agli studenti da un riconoscimento culturale attribuito a determinati personaggi.
I libri premiati e i trascorsi giudiziari
Il premio non riguardava la precedente attività televisiva delle due protagoniste, ma le loro pubblicazioni. Alla madre è stato attribuito il riconoscimento per il ricettario La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore, mentre la figlia è stata premiata per Vendere… cara la pelle. La notizia ha assunto una dimensione particolare anche per la storia giudiziaria delle destinatarie: entrambe sono state condannate definitivamente nel 2009 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, con pene rispettivamente di nove anni e sei mesi e nove anni e quattro mesi.
La notorietà della vicenda giudiziaria è legata alla precedente stagione delle televendite e alle attività che avevano portato madre e figlia in carcere. Dopo la cerimonia capitolina, la prima ha pubblicato sui social un video nel quale ha ricordato esplicitamente il passaggio dalla cella al Campidoglio e ha raccontato di essere stata accolta con complimenti e applausi. La seconda ha reagito alle contestazioni sostenendo sui social che la cultura non possa essere circoscritta soltanto a figure come Michelangelo e Pirandello.
Le regole attualmente applicate alle sale del complesso storico derivano anche dalla deliberazione della Giunta Capitolina del 2 febbraio 2023, che elenca gli spazi disponibili e distingue quelli riservati alle funzioni istituzionali da quelli utilizzabili per altre manifestazioni. Nell’elenco figurano, oltre alla Protomoteca, l’Aula di Giulio Cesare, la Sala dell’Arazzo, la Sala delle Bandiere, la Sala Laudato Si, la Sala del Carroccio, la Sala Orazi e Curiazi, l’Esedra del Marco Aurelio, la Sala Pietro da Cortona, i Giardini di Villa Caffarelli e la Sala d’Ercole.
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