Wanna Marchi in Protomoteca, il Campidoglio cambia le regole sulle sale istituzionali

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La cerimonia del 23 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, dove Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile hanno ricevuto il "Premio Internazionale della Cultura", ha prodotto una conseguenza concreta sull’organizzazione degli eventi negli spazi istituzionali di Roma Capitale. L’amministrazione ha annunciato una revisione delle procedure per la concessione delle sale, con l’obiettivo di acquisire in anticipo programmi, elenchi dei partecipanti e informazioni sui soggetti coinvolti, così da valutare le iniziative prima dell’autorizzazione.

La ricostruzione della serata e le responsabilità

L’evento era un’iniziativa privata promossa dalla casa editrice Edizioni Cento, non un riconoscimento assegnato da Roma Capitale. A richiedere la concessione della Protomoteca era stato il consigliere comunale Dario Nanni, del Gruppo Misto, il quale ha dichiarato di non essere stato informato della presenza delle due donne tra i premiati e di non aver saputo chi avrebbe ricevuto i riconoscimenti. «Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala», ha affermato Nanni, assumendosi la responsabilità della richiesta.

L’organizzatore Alessandro Ferri, editore dei volumi premiati, ha replicato sostenendo che la presenza di Wanna Marchi non era certa fino all’ultimo e ha precisato che per l’utilizzo della sala non sarebbe stato versato alcun corrispettivo, definendo eccessivo il clamore suscitato dalla vicenda.

I libri al centro del riconoscimento

A Stefania Nobile è stato assegnato il premio per il libro "Vendere… cara la pelle", nel quale ripercorre la propria storia e il rapporto con la madre. Wanna Marchi ha ricevuto un riconoscimento per il ricettario "La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore", pubblicato nel 2026. Entrambe erano state condannate in via definitiva nel 2009 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, circostanza che ha alimentato le critiche per la scelta della sede istituzionale.

Le nuove procedure annunciate

La nota di Roma Capitale indica che l’amministrazione intende rafforzare le verifiche preventive sulle iniziative ospitate e sui soggetti coinvolti, valutando anche l’adozione di linee guida specifiche e, se necessario, modifiche alla normativa vigente. L’obiettivo dichiarato è garantire che l’utilizzo di luoghi di particolare valore simbolico avvenga nel rispetto del prestigio e del ruolo dell’amministrazione capitolina. La stretta riguarda le tre sale capitoline interessate dalle concessioni: Protomoteca, Laudato Sì e Carroccio.

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