De Tomaso svela il V12 della P900, un aspirato da 900 cavalli firmato Italtecnica
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel panorama odierno dell’automotive, dove l’industria sembra aver indirizzato ogni sforzo progettuale verso l’elettrificazione e l’ibrido, c’è ancora chi crede nella purezza della combustione interna. La De Tomaso, marchio storico italiano dal 1959 e oggi guidato dall’amministratore delegato Norman Choi, ha confermato i dettagli definitivi del propulsore destinato alla sua hypercar da pista, la P900. Lo ha fatto annunciando una partnership tecnica con Italtecnica, realtà specializzata nella realizzazione di motori ad alta velocità e piccola serie, e ha svelato un’unità che è un inno alla meccanica più tradizionale, seppur con soluzioni tecniche all’avanguardia.
Un sette litri da 900 cavalli che guarda alla Formula 1
Il cuore della P900, un modello presentato originariamente nel 2022 e la cui produzione, limitatissima a diciotto esemplari, è attesa per il 2026, è un V12 aspirato di 7.0 litri. Una scelta, questa, che va in controtendenza rispetto alla sovralimentazione e all’elettrificazione che dominano il mercato. Il motore, che pesa meno di 200 chilogrammi, sviluppa una potenza di 900 cavalli a 9.500 giri al minuto, con un regime massimo di rotazione che tocca quota 10.200 giri, regalando una progressione e un sound che i progettisti cercano di avvicinare a quelli delle Formula 1 di un’epoca ormai lontana.
La costruzione di questo gioiello, la cui genesi è stata anticipata a gennaio dalla pubblicazione di immagini dei collettori di scarico ispirati all’estetica degli xenomorfi di Alien, è affidata quindi a Italtecnica. L’azienda italiana, che sta vivendo un momento di forte richiesta dalle piccole case costruttrici, fornirà un’unità dal basamento e albero motore in alluminio, con un angolo tra le bancate di 65 gradi. Ogni cilindro è dotato di quattro valvole in titanio e la distribuzione, con doppi alberi a camme in testa per bancata, sfrutta unicamente ingranaggi, esattamente come avviene sui bolidi di F1, mentre il collettore di aspirazione è realizzato in fibra di carbonio e il sistema di lubrificazione è a carter secco.
Un progetto che evolve tra ritardi e nuove specifiche
La De Tomaso P900, che condivide la filosofia progettuale con la stradale P72 (già in assemblaggio in Germania), nasce per un utilizzo esclusivo in pista, con l’obiettivo dichiarato di offrire un rapporto peso-potenza di circa uno a uno, data la massa della vettura che si aggira attorno ai 900 chilogrammi. Il cambio previsto è un sequenziale Xtrac che invia la potenza unicamente al retrotreno. Inizialmente, per questo modello, era stata annunciata un’unità V12 fornita dalla tedesca Capricorn, capace di raggiungere regimi di rotazione persino superiori, ma lo sviluppo del progetto ha subito delle modifiche nel corso del tempo, portando alla scelta dell’attuale fornitore italiano.
La Casa automobilistica non ha fornito indicazioni precise sulla data di inizio delle consegne, ma ha anticipato che nel corso dell’anno verranno svelati degli aggiornamenti estetici e aerodinamici per la versione definitiva della P900. Il sito ufficiale ha già rimosso i render del 2022, lasciando intendere che il design finale potrebbe discostarsi dalle prime anticipazioni. Quello che è certo è il prezzo, fissato intorno ai tre milioni di euro, e la volontà di mantenere viva la fiamma del grande aspirato in un’epoca che sembra aver voltato pagina.




