“Mario Roggero è colpevole”: la Cassazione conferma la condanna
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Per il gioielliere una pena di 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori che assaltarono il suo negozio a Grinzane Cavour La Corte di Cassazione conferma la condanna nei confronti di Mario Roggero per duplice omicidio e tentato omicidio. La pena è di 14 anni e 9 mesi, comminata a dicembre dalla corte d’assise d’appello di Torino. Roggero, oggi 72enne, è il gioielliere di Grinzane Cavour che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori, il 58enne Giuseppe Mazzarino e il 44enne Andrea Spinelli, dopo l’assalto al suo negozio. (Cuneodice.it)
Ne parlano anche altri media
"È finita, sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari prima di costituirmi in carcere. Mi hanno dato l'ergastolo. (LA7)
Mario Roggero è stato condannato in via definitiva in Cassazione a 14 anni e 9 mesi di carcere. A marzo la difesa di Roggero aveva depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza sostenendo si trattasse di "legittima difesa". (Il Giornale d'Italia)
Ho preso atto che i giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e nove mesi di reclusione come nei giudizi precedenti, quindi hanno voluto darmi l'ergastolo". "È finita, sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari prima di costituirmi in carcere. (la Repubblica)

Cresce l'attesa per la decisione della Corte di Cassazione sul procedimento che vede coinvolto Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in appello a 14 anni e 9 mesi per omicidio volontario in seguito ai fatti avvenuti durante una rapina nella sua attività. (Torino Cronaca)
La Procura generale della Cassazione ha chiesto la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio. (Open)
Ecco il video pubblicato dal 72enne sui suoi profili social prima di costituirsi. Un video nel quale lo si vede chiaramente amareggiato: l'uomo aveva provato a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi di competenza, asserendo come si fosse trattato di "legittima difesa". (Il Giornale d'Italia)




