Pugni e minacce di morte all'autista del bus a Firenze, i sindacati annunciano un presidio e lo sciopero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La rabbia per un'attesa dovuta a un guasto meccanico, forse, o forse qualcosa di più profondo e difficile da decifrare, si è trasformata in violenza cieca. Giovedì pomeriggio, intorno alle 18, in piazza Dalmazia a Firenze, un autista di Autolinee Toscane è stato aggredito mentre era alla guida del bus della linea 2, dopo che il mezzo era stato costretto a fermarsi a causa di un'avaria a una porta.

L'uomo, che vanta 25 anni di esperienza, stava fornendo spiegazioni ai passeggeri in attesa quando, all'improvviso, un passeggero di circa 55 anni, in evidente stato di alterazione, ha iniziato a inveire contro di lui, intimandogli di mettersi a sedere e ripartire, minacciandolo di morte con un secco "Guida sennò ti ammazzo". Il conducente, mentre tentava di contattare la centrale operativa per segnalare l'accaduto, è stato colpito ripetutamente al volto da pugni, riportando ferite giudicate guaribili in dieci giorni e che hanno richiesto punti di sutura.

Sul posto sono prontamente intervenuti gli agenti della polizia, che hanno identificato l'aggressore dopo un breve tentativo di fuga, e un'ambulanza che ha prestato i primi soccorsi al malcapitato.

La protesta dei sindacati: "Basta violenza, serve il protocollo per la sicurezza"

L'ennesimo episodio di violenza, che secondo le organizzazioni sindacali sarebbe almeno il sesto nel corso dell'estate, ha innescato una durissima reazione da parte di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri del territorio di Firenze. I rappresentanti dei lavoratori, che fino a questo momento hanno evitato azioni di sciopero nella convinzione che il dialogo con le istituzioni fosse la via più responsabile per trovare soluzioni efficaci, hanno deciso di alzare il tono.

In una nota congiunta, le sigle sindacali hanno annunciato l'organizzazione di un presidio di protesta che si terrà la prossima settimana sotto la prefettura di Firenze, con l'obiettivo di chiedere con forza la piena attuazione del Protocollo per il miglioramento della sicurezza del Tpl fiorentino, firmato il 2 dicembre 2025, e per ottenere risposte concrete su un tema che, a loro dire, è stato finora trascurato.

Le richieste: orari da rivedere e presidi sul territorio

Le richieste dei sindacati, che in queste ore stanno decidendo se la protesta si terrà lunedì o martedì, non si limitano alla sicurezza in senso stretto. Da tempo, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl sollecitano la Regione e il Comune di Firenze ad aggiornare gli orari delle corse e i relativi tempi di percorrenza, poiché il mancato rispetto degli orari finisce per alimentare il malcontento tra gli utenti e, in alcuni casi, scatena reazioni smodate come quella di giovedì.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto all'amministrazione comunale e ad Autolinee Toscane l'impiego di ausiliari per la sosta, che potrebbero fungere da presidio sul territorio, fornire supporto ai conducenti e contribuire al controllo dei percorsi; una richiesta che, al momento, non avrebbe però ricevuto alcun riscontro. In assenza di interventi immediati e di risposte concrete da parte delle istituzioni e dell'azienda, lo sciopero, avvertono i sindacati, sarà inevitabile.

La posizione dell'assessore e la spirale di violenza

Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, il quale ha dichiarato che la sicurezza degli autisti rappresenta una priorità e che il tema è stato affrontato anche nell'ultima riunione con i sindacati e l'azienda, in attuazione del protocollo. Le parole dell'assessore, tuttavia, non sembrano aver placato gli animi dei rappresentanti dei lavoratori, che denunciano una situazione ormai esplosiva e chiedono fatti concreti.

La vicenda di piazza Dalmazia, con un autista di lunga esperienza minacciato di morte e aggredito fisicamente mentre svolgeva il proprio dovere, rappresenta l'ultimo, drammatico tassello di una spirale di violenza che sembra non arrestarsi e che getta un'ombra preoccupante sulla sicurezza del trasporto pubblico locale.

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