Milano Cortina 2026, l'effetto Olimpiadi trasforma Malpensa e chiude Bresso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con l'avvio ormai imminente dei Giochi invernali, che vedranno la cerimonia di apertura il 6 febbraio, l'aeroporto di Malpensa vive una fase di straordinaria operatività, trasformandosi nel principale punto di ingresso al paese per il mondo olimpico e non solo. Lo scalo gestito da Sea, infatti, sta registrando numeri senza precedenti per quanto riguarda gli arrivi, diventando un crocevia internazionale di atleti, dirigenti, giornalisti e personalità politiche di altissimo livello. I dati, del resto, parlano in modo eloquente: sono già circa 1.400 le persone tra atleti e staff tecnico sbarcate, numeri a cui vanno aggiunti i 4.600 operatori dei media e rappresentanti dei Comitati Olimpici, oltre a duecento ospiti Vip legati al Comitato Olimpico Internazionale e ben 53 Capi di Stato e di Governo, la cui presenza è attesa in massa a partire da domani, 5 febbraio, e che impone misure di sicurezza eccezionali.

La logistica fuori misura: attrezzature, bagagli e trasporti speciali

La mole di materiali e bagagli gestiti a terra, d'altro canto, riflette la complessità dell'evento, andando ben oltre il semplice trasporto di valigie personali. Per le squadre sono stati movimentati, fino a ora, 2.800 bagagli da stiva, a cui si sommano 1.400 attrezzature sportive dedicate e altri 1.600 colli fuori misura, i quali – è bene specificarlo – contengono di tutto, dalle delicate mazze da hockey ai pesanti scarponi da sci, dai pattini per il ghiaccio alle biciclette per gli allenamenti, fino a casse sigellate contenenti cibo e medicinali specifici. Per il personale mediatico, invece, si contano ulteriori 7.200 bagagli, un flusso che rende gli hangar e le aree cargo degli spazi brulicanti di attività, organizzati per far fronte a richieste di ogni tipo e garantire che tutto arrivi a destinazione in tempo per le gare.

Provvedimenti per la sicurezza: la chiusura di Bresso e le zone interdette al volo

L'eccezionalità della situazione, com'è prevedibile, non si limita ai terminal aeroportuali ma si riverbera sull'intero territorio circostante, portando a una serie di provvedimenti restrittivi per ragioni di sicurezza pubblica. In primo luogo, l'aeroporto di Bresso, scalo minore ma strategicamente posizionato, sarà chiuso al traffico ordinario dalle 16 del 4 febbraio fino alle 23 del 7 febbraio, consentendo soltanto il passaggio di voli sanitari, di Stato o di emergenza. A ciò si aggiunge un secondo provvedimento, un Notam (NOtice To AirMen) che, nelle stesse date e orari, istituisce tre distinte No-Fly Zones collegate tra loro, creando di fatto un corridoio aereo protetto che collega l'Aerostazione di Malpensa al cuore di Milano, dove si svolgeranno molte cerimonie e eventi.

Le ripercussioni sulla viabilità ordinaria e la chiusura della superstrada

Le misure di protezione, come emerso nell'ultimo tavolo di coordinamento in prefettura, avranno ripercussioni significative anche sulla mobilità su gomma, interessando in particolare l'area della brughiera che circonda lo scalo internazionale. Tra i provvedimenti già resi noti, figura infatti la chiusura temporanea della superstrada 336, una arteria cruciale per il traffico locale e regionale, la cui interruzione è stata decisa per facilitare e rendere sicuro il transito dei cortei delle delegazioni internazionali. Si tratta, in definitiva, di un insieme di azioni coordinate che disegnano una geografia temporanea dei trasporti, dove la normale routine viene sospesa per fare spazio alla macchina, perfettamente oliata ma inevitabilmente ingombrante, di un evento di portata globale.

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