Google: "Se scoppia la bolla dell'intelligenza artificiale non si salva nessuno"
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Redazione Economia
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L'euforia che da mesi circonda il settore dell'intelligenza artificiale, la quale ha attirato capitali per migliaia di miliardi, mostra le prime, visibili incrinature, gettando un'ombra di dubbio sulla sostenibilità di investimenti così imponenti e sui ritorni economici, che potrebbero non materializzarsi nei tempi previsti. Questa incertezza, stridente con le aspettative finora coltivate, ha cominciato a tradursi in una decisa correzione dei listini, con Piazza Affari che, dopo un già significativo scivolone, ha chiuso l'ultima seduta con un calo superiore al due percentuale, riflettendo un nervosismo che è ormai globale.
Il termometro del settore e i segnali d'allarme
In uno scenario così volatile, i conti trimestrali di Nvidia, gigante indiscusso nella produzione di chip per l'IA, sono attesi come un verdetto, fungendo da termometro per l'intero comparto. A confermare i timori di molti osservatori, i quali paventano un surriscaldamento del mercato, è intervenuta la mossa di Michael Burry, l'investitore reso celebre per aver anticipato la crisi dei mutui subprime, che ha piazzato delle scommesse al ribasso proprio su Nvidia e su Palantir, acquistando delle opzioni put che traggono profitto da un eventuale crollo dei loro titoli.
L'ammonimento del ceo di Alphabet
Poche ore prima dell'attesissimo annuncio dei risultati di Nvidia, a lanciare un monito è stato nientemeno che il numero uno di Alphabet, Sundar Pichai, il quale, in un'intervista, ha espresso riserve sulla stabilità del fenomeno. Pichai ha definito l'attuale fase un "momento straordinario", ma ha nondimeno riconosciuto la presenza di una certa "irrazionalità", affermando che, qualora l'euforia sfociasse nello scoppio di una bolla, "nessuna azienda sarebbe immune" dalle conseguenze, nemmeno un colosso come Google.
Il deflusso dei capitali e le perdite
Che la bolla non sia ancora esplosa è un dato di fatto, ma che abbia iniziato a sgonfiarsi appare altrettanto evidente dai numeri. Dopo una lunga e trionfale cavalcata, cominciata verso la fine di ottobre, le azioni delle società legate all'intelligenza artificiale hanno registrato pesanti ribassi, con l'indice Nasdaq che ha perso oltre sei punti e mezzo percentuale. Il valore complessivo eroso dalle Borse, in questa fase di correzione dettata dalla fuga degli investitori da azioni e bond del settore, ha ormai superato la soglia dei mille miliardi, una cifra che da sola spiega la portata della correzione in atto.




