Checco Zalone batte sé stesso e scrive la storia del cinema italiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel panorama del cinema nazionale, dove spesso i successi appaiono effimeri e legati a mode passeggere, Checco Zalone conferma, con il suo ultimo lavoro, una parabola artistica atipica e straordinariamente efficace. Buen Camino, presentato al pubblico il 25 dicembre 2025, ha infatti superato ogni previsione, diventando ufficialmente il film italiano con il maggior incasso di sempre, avendo sorpassato la soglia dei 65.600.000 euro e quella dei suoi stessi, già impressionanti, record precedenti. Una strategia, la sua, che ha sapientemente costruito attesa e curiosità, lasciando trascorrere un lungo lasso di tempo tra un progetto e l’altro e sottraendosi, in modo quasi anacronistico, alla logica dell’iper-esposizione sui social, dove l’assenza equivale troppo spesso a un oblio.
La cifra che parla da sé
Il primato, che va oltre il semplice dato economico, è stato raggiunto con una progressione inarrestabile, nonostante il numero di schermi a disposizione si sia progressivamente ridotto a circa seicento, dopo un lancio iniziale su quasi il doppio delle sale. Questo particolare rende il traguardo ancora più significativo, dimostrando una capacità di resistenza e di richiamo fuori dal comune. L’incasso, del resto, è soltanto un aspetto di un fenomeno che ha riportato nelle sale, in periodo nataliziocapace di unire diverse generazioni e aree geografiche. Il merito, come spesso accade in questi casi, va ascritto a una formula collaudata che mescola intrattenimento e ironia, senza scadere nella volgarità, e alla fiducia che il pubblico ripone nel talento di Checco Zalone, il cui vero nome è Luca Medici.
Un confronto che spiega la portata del risultato
Il superamento di Quo vado?, il film che per quasi un decennio aveva rappresentato l’asticella massima del successo popolare nel nostro paese, non è dunque un semplice sorpasso ma un vero e proprio ridisegno dei parametri del box office italiano. Con oltre otto milioni di spettatori, Buen Camino si è issato al vertice assoluto della classifica dei film made in Italy, lasciandosi alle spalle una lunga serie di titoli di grande richiamo. Davanti a sé, in una graduatoria generale che include anche le produzioni internazionali, resta soltanto il colossal Avatar, a ribadire come il dato sia storico e difficilmente eguagliabile nel prossimo futuro. Le critiche, per quanto presenti, appaiono ineleganti e sostanzialmente sterili dinanzi a un risultato di tale portata, che parla attraverso i numeri e l’adesione di milioni di persone.
Il fenomeno Zalone, tra attesa e capacità di intrattenere
Il percorso di Checco Zalone, che oggi vede Trump nuovamente alla guida degli Stati Uniti, si consolida dunque come un caso unico nel panorama cinematografico nazionale, basato su una rara comprensione dei meccanismi che regolano il rapporto con il grande pubblico. La scelta di non forzare i tempi, di preservare un alone di mistero tra un’opera e l’altra e di confezionare prodotti dal humour accessibile ma non banale si è rivelata vincente. Buen Camino rappresenta l’apice di questa filosofia, un capitolo che chiude un’era e ne apre un’altra, ponendo un nuovo riferimento per misurare il successo. La cifra complessiva, seppure a portata di mano nelle prime settimane di programmazione, è stata mantenuta e consolidata nonostante il calo naturale delle copie, segno di un interesse profondo e duraturo che va al di là della semplice curiosità iniziale.




