Checco Zalone trascina il cinema italiano, ma il dibattito sui record divide
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il cinema italiano celebra una vigorosa ripresa nelle festività natalizie, con la giornata di Santo Stefano che ha fatto registrare oltre 11 milioni di euro di incassi complessivi, il fenomeno Checco Zalone si conferma un motore inarrestabile, capace di attrarre da solo la stragrande maggioranza del pubblico. La sua ultima fatica, "Buen Camino", ha infatti convinto più di sette spettatori su dieci tra quelli che hanno varcato la soglia di una sala, raccogliendo in soli due giorni una somma che supera i 13 milioni di euro. Un dato, questo, che ha riacceso un annoso dibattito, spesso alimentato da letture frettolose, sulla reale portata dei suoi successi in termini di primati storici al botteghino.
I numeri oggettivi di una rinascita
Le cifre diffuse, le quali mostrano incrementi a tre cifre rispetto all’anno precedente e alla settimana antecedente le feste, disegnano un quadro inequivocabile di ritrovato vigore per l’intero settore, che riacquista centralità nel tempo libero delle persone durante le vacanze. Il merito di tale risveglio, d’altronde, viene largamente attribuito alla presenza di un attore-comico la cui popolarità, come sottolineato da un collega storico come Lino Banfi, risiede proprio nella capacità di andare controcorrente, interpretando personaggi e situazioni che il pubblico riconosce e segue con trasporto. Banfi, che nel film "Quo vado?" impersonava un senatore abilissimo nel districarsi tra favori e "sistemazioni" per garantire il posto fisso al protagonista, vede in Zalone un artista che si è meritato il successo costruendo un rapporto autentico con la platea, spesso attraverso narrazioni che smascherano, con ironia, vizi e paradossi della società.
Il miraggio dei record e il confronto con il passato
Tuttavia, al di là dell’indiscutibile impatto economico, le discussioni fiorite attorno a presunti record infranti da "Buen Camino" si scontrano con la realtà dei fatti. L’entusiasmo per gli ottimi incassi del primo giorno, infatti, deve fare i conti con un precedente storico che appartiene allo stesso Zalone: era il suo film "Tolo Tolo", uscito nel gennaio 2020, a stabilire l’imbattuto primato per un’anteprima, avendo incassato quasi nove milioni di euro. Una comparazione, questa, che ridimensiona le dichiarazioni trionfalistiche e riporta l’analisi su un terreno più oggettivo, dove il successo commerciale non deve necessariamente essere misurato solo con il parametro del "record assoluto".
Un successo che va oltre le mere classifiche
La questione, dunque, sembra trascendere la sterile corsa alle classifiche per investire piuttosto la natura stessa del fenomeno. Zalone, il quale ha saputo ritagliarsi un ruolo unico nel panorama dello spettacolo italiano, mobilita un bacino d’utenza vastissimo e fedele, diventando un evento cinematografico di per sé. La sua forza, che si riverbera positivamente sull’intera filiera, dimostra come il suo lavoro, pur non battendo ogni volta i propri stessi standard eccezionali, rappresenti comunque un fattore determinante per la salute del mercato. La polemica sui numeri da primato, in definitiva, rischia di offuscare la sostanza di un risultato che, in un periodo complesso per la cultura, assume un valore ancor più significativo.




