Caso famiglia nel bosco, domani l'udienza senza i genitori. Ancora ferma la ristrutturazione della casa
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Redazione Interno
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Le condizioni dell’abitazione, che le ispezioni condotte l'anno scorso dai servizi sociali insieme ai carabinieri avevano già messo in luce, rappresentano l’ostacolo principale sulla strada del ricorso presentato dalla famiglia. I rilievi, che i giudici hanno sintetizzato in tre punti fondamentali, evidenziavano l'assenza di un bagno internamente collegato alla struttura, la mancanza di infissi adeguati e, non ultima, una preoccupazione riguardante la stabilità statica della costruzione. Quest'ultimo punto, invero, si configura come un paradosso: una prima perizia, redatta il 5 maggio del 2025 da un tecnico, aveva infatti garantito l'assenza di problemi sotto il profilo della solidità. Una valutazione, questa, che non è però bastata a scongiurare il provvedimento del tribunale, il quale ha considerato l'insieme delle carenze, soprattutto igienico-sanitarie, giudicate incompatibili con il decorso di una vita familiare con tre minori.
Dalle verifiche disposte in sede di istruzione, condotta da Nathan e che dovrà essere presentata in udienza, sono emersi anche elementi a favore dei genitori, come un piano sanitario completo per i figli, che includerebbe tutti i vaccini obbligatori aggiornati. Altri aspetti, nondimeno, hanno alimentato il dibattito attorno alle scelte della coppia, in particolare la filosofia di vita che Catherine Birmingham propagava attraverso un suo sito web personale – reso ora privato, forse per evitare polemiche – nel quale illustrava un proprio metodo per «curare le persone attraverso la natura». Un dettaglio che, se da un lato delinea il quadro ideologico in cui si iscriveva l'esperimento familiare, dall'altro non modifica la sostanza delle obiezioni sollevate dalle autorità circa l'idoneità materiale dell'alloggio.




