Louvre, il video che racconta il furto dei gioielli della Corona

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un filmato di circa un minuto, fino a ieri custodito nel fascicolo riservato degli inquirenti, mostra ora senza filtri i gesti concitati che hanno consentito a una banda di trafugare, in appena quattro minuti, alcuni tra i più celebri gioielli della Corona di Francia. Quelle immagini, catturate dal sistema di videosorveglianza del Museo del Louvre nella notte del 19 ottobre 2025, sono state diffuse in anteprima mondiale dalla trasmissione "Sept à Huit" sul canale TF1, offrendo al pubblico una testimonianza diretta e asciutta di quanto accadde nella Galleria di Apollo. Il valore del bottino, composto da pietre preziose e manufatti di epoca napoleonica, è stimato attorno agli ottantotto milioni di euro, una cifra che da sola spiega le definizioni di "colpo del secolo" circolate sui media nelle scorse settimane.

La sequenza dell'irruzione nella galleria

Le sequenze video, che hanno già iniziato a circolare in rete con rapidità virale, immortalano due figure mascherate mentre fanno irruzione nel padiglione, muovendosi con un'inquietante sicurezza nonostante la concitazione dell'azione. I ladri, dei quali non si intravedono i volti, sembrano conoscere alla perfezione la disposizione degli spazi e l'ubicazione delle teche più preziose, puntando dritti al loro obiettivo senza un attimo di esitazione. Armati di uno strumento contundente, del quale il filmato non permette di distinguere la natura precisa, si scagliano contro le protezioni in vetro che fino a quel momento hanno custodito i gioielli.

Il metodo d'azione e la violazione delle vetrine

Ciò che colpisce, osservando quelle immagini, è la brutalità metodica e la disarmante velocità con cui viene eseguito il furto. Dopo aver infranto il primo strato di vetro con il loro attrezzo, i malviventi proseguono l'opera di sfondamento a colpi di pugno, protetti probabilmente da guanti rinforzati, fino a creare un varco sufficiente a introdurre le mani all'interno della teca. La loro azione, sebbene violenta, appare al tempo stesso chirurgica, mirata esclusivamente alle bacheche contenenti il bottino prestabilito, mentre tutto il resto della galleria viene ignorato. In pochi, concitati istanti, le vetrine vengono svuotate dei loro preziosi contenuti, che scompaiono nelle tasche degli assalitori.

Le indagini e il valore del filmato

La diffusione pubblica di questo materiale, se da un lato ha un inevitabile impatto sensazionalistico, dall'altro rappresenta un tassello significativo nella narrazione giudiziaria del caso. Le indagini, coordinate dalla magistratura francese, proseguono senza sosta per individuare i responsabili e ricostruire l'intera catena organizzativa che ha reso possibile un'impresa del genere. Il video, con la sua crudezza documentale, fissa per sempre nella cronaca nera i momenti cruciali di quel furto, offrendo una prova visiva della vulnerabilità di un luogo simbolo come il Louvre, nonostante i suoi sofisticati sistemi di allarme. Restano ora aperte tutte le domande sui possibili collegamenti internazionali della banda e sulle vie di dispersione che quei gioielli, pezzi unici e facilmente riconoscibili, potrebbero aver seguito dopo essere stati trafugati.

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