Fitto all'Anci, le città al centro della nuova Agenda Ue per i fondi coesione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La nuova Agenda europea per le città, approvata dalla Commissione a dicembre, si profila come uno strumento cardine per indirizzare la gestione dei fondi ordinari della politica di coesione, puntando a valorizzare in modo strutturale il ruolo dei Comuni. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha illustrato i contenuti del programma nel corso di una tappa romana del suo tour, incontrando i rappresentanti dell’Anci e sottolineando come l’iniziativa nasca da un ragionamento preciso. «Noi fino ad oggi abbiamo avuto due grandi strumenti, la politica di coesione e il Piano di ripresa e resilienza» ha spiegato Fitto, aggiungendo che il Pnrr, il quale ha visto un ruolo rilevante da parte dei Comuni, «ha dato delle risposte molto importanti».

Il pressing dei sindaci sulle case popolari e sui fondi

Proprio l’esperienza del Pnrr, con i suoi risultati ma anche le sue criticità, spinge ora gli amministratori locali a guardare con attenzione al nuovo quadro comunitario, esercitando un pressing affinché le risorse siano effettivamente accessibili e risolutive. Mentre prendono forma le componenti del Piano casa nazionale, i sindaci, alle prese con emergenze concrete come quella delle case popolari – delle quali si stima ce ne siano decine di migliaia vuote – tornano a puntare anche ai fondi Ue. L’Agenda, presentata da Fitto come un «risultato già di per sé molto importante», mira proprio a riconoscere quel ruolo centrale e fondamentale delle città che, in contesti di cronaca nera a volte legati al degrado abitativo, si trovano in prima linea nel gestire bisogni sociali complessi.

Uno strumento per il bilancio Ue 2028-2034

La strategia non è un documento isolato, ma si inserisce organicamente nel processo di definizione del prossimo bilancio europeo 2028-2034. Fitto ha chiarito che l’Agenda rientra tra le iniziative che Bruxelles sta mettendo in campo per «dare agli Stati membri, alle regioni e alle città gli strumenti per compiere le scelte all'interno del nuovo piano nazionale-regionale». Ogni Stato membro, infatti, dovrà predisporre tale piano in confronto con la Commissione europea per il periodo citato, e le città, attraverso questo strumento, ambiscono ad avere una voce più diretta e incisiva nella programmazione.

La sfida dell’implementazione tra Piano casa e coesione

La partita vera, come spesso accade, si giocherà nella capacità di far dialogare i diversi piani di intervento e di garantire che le risorse, quelle comunitarie e quelle nazionali, si sommino senza sovrapposizioni o intoppi burocratici. L’Agenda, nella visione delineata, vuole essere uno degli strumenti per facilitare questo processo, provando a creare un quadro di riferimento più stabile e chiaro di quello offerto dagli strumenti straordinari. Il lavoro di programmazione, che riconosce il ruolo degli enti locali, dovrà ora tradursi in indicazioni operative precise, affinché i fondi della coesione, combinati con le iniziative come il Piano casa, possano dare risposte puntuali a problemi annosi, che le cronache delle procure a volte raccontano attraverso inchieste su appalti o gestioni opache.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.