Città medie e aree interne, l’Anci punta sulla coesione: Foti invoca responsabilità e stop alle polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All’Aquila, durante l’incontro “I Comuni e la sfida del governo di area vasta”, organizzato dall’Anci, è emerso con chiarezza quanto sia cruciale il destino delle città medie e delle aree interne, territori che – nonostante le criticità – rappresentano un pezzo fondamentale dell’Italia. Al dibattito, che ha riunito sindaci e rappresentanti istituzionali, hanno partecipato il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti, insieme ai primi cittadini Pierluigi Biondi (L’Aquila) e Giacomo Possamai (Vicenza).

Foti, intervenendo sulle polemiche che spesso accompagnano le discussioni sulle politiche di coesione, ha sottolineato la necessità di “più responsabilità e meno strumentalizzazioni”, evitando quelle contrapposizioni che rischiano di rallentare interventi già complessi. “Le risorse ci sono – ha aggiunto – ma vanno utilizzate con lungimiranza”, riferendosi ai fondi europei non ancora spesi, un tema sollevato anche dall’onorevole foggiano La Salandra. Quest’ultimo, criticando quelli che ha definito “terrorismi da qualunquisti”, ha ricordato come dei 1.200 milioni stanziati per il periodo 2014-2020 ne siano stati effettivamente impiegati solo 450, lasciando un margine ancora ampio per agire.

La questione demografica, però, resta un nodo centrale. Come evidenziato dal consigliere regionale Bochicchio (Avs-Psi-Lbp), molte aree interne versano in una situazione critica: “Popolazioni ridotte, in declino, con squilibri generazionali e poche prospettive economiche”. Un quadro che richiederebbe, secondo lui, interventi strutturali e non soltanto finanziari.

Sulla stessa linea si è espresso Braia di Italia Viva, che ha attaccato duramente il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI), definendolo “un percorso di morte assistita” per i comuni della Basilicata e di altre zone del Paese. “Condannare all’estinzione il 50% dei territori italiani – ha dichiarato – non è una strategia, ma una resa”.

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