Strage della funicolare di Lisbona, le indagini: “Cavo non a norma, acquistato per sbaglio”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’incidente che ha strappato l’esistenza a sedici persone, mentre altre ventidue riportavano ferite di gravità variabile, trova una sua prima, drammatica spiegazione in un errore di fondo, quasi banale nella sua genesi ma dalle conseguenze catastrofiche. L’Ufficio per la prevenzione degli incidenti aerei e ferroviari portoghese, nel suo rapporto preliminare, ha infatti delineato una sequenza di negligenze la cui somma ha condotto alla sciagura del 3 settembre. Il cavo di trazione, quell’elemento vitale che univa le due cabine dell’Elevador da Glória, non era semplicemente usurato o malandato; era, piuttosto, un componente intrinsecamente inadatto, acquistato per sbaglio e mai certificato per sopportare i carichi e le sollecitazioni proprie di un impianto di trasporto pubblico.

Un errore di approvvigionamento con conseguenze letali

La ricostruzione degli investigatori, la quale si basa su un’attenta analisi tecnica e documentale, evidenzia come il gestore dell’impianto, la Carris, abbia di fatto inCorporato nel sistema un elemento critico senza che questo possedesse i requisiti minimi di sicurezza. Quel cavo, che si è spezzato all’interno del sistema di fissaggio della cabina, innescando il deragliamento, non rispettava gli standard stabiliti dalla stessa azienda che lo aveva procurato. La mancanza di un controllo interno efficace, un vuoto procedurale che appare oggi in tutta la sua gravità, ha permesso che un materiale non idoneo venisse installato e messo in funzione, trasformando un normale tragitto cittadino in una trappola mortale.

Le misure immediate e lo stato degli altri impianti

Alla luce di quanto emerso, le autorità portoghesi non hanno potuto far altro che disporre l’immediata sospensione del servizio per tutte le funicolari di Lisbona, un provvedimento che, sebbene drastico, è stato giudicato indispensabile per scongiurare il ripetersi di una simile tragedia. Il rapporto, la cui diffusione ha suscitato un’ondata di costernazione, raccomanda esplicitamente che tutti gli impianti vengano verificati e, ove necessario, dotati di sistemi di fissaggio e frenatura in grado di immobilizzare le cabine in caso di una nuova rottura del cavo. Una precauzione che, se fosse stata in vigore sull’Elevador da Glória, avrebbe potuto limitare enormemente la portata del disastro.

Le indagini proseguono per accertare le responsabilità

Sebbene il rapporto preliminare getti una luce cruda e inequivocabile sulla causa tecnica immediata del cedimento, il lavoro degli ispettori è lungi dall’essere concluso. Restano da chiarire, infatti, le dinamiche precise che hanno condotto all’acquisto di quel componente errato, chi ne abbia autorizzato l’utilizzo nonostante la sua palese inadeguatezza, e se altri impianti montino, loro malgrado, lo stesso tipo di cavo non a norma. L’inchiesta giudiziaria, che procede parallelamente a quella tecnica, si sta concentrando proprio su questi profili, cercando di individuare le eventuali responsabilità, sia di natura amministrativa che penale, in una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica portoghese e non solo.

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