Parole chiaveValentino Garavani, eredità, testamento, Giancarlo Giammetti, patrimoni, fondazione, rosso Valentino, successione.

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Chissà se la sconosciuta signora seduta all'Opera di Barcellona, durante una rappresentazione che Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti stavano attendendo, abbia mai compreso di essere stata, involontariamente, l'artefice di un colore destinato a diventare iconico. Fu infatti il rosso acceso del suo abito, colto in un lampo di luce tra i palchi del teatro, a folgorare lo stilista, che ne decretò l'adozione come tonalità-simbolo della sua Maison, un rosso talmente specifico da meritarsi un codice Pantone dedicato. Un episodio casuale, quasi aneddottico, che però racchiude l'essenza di una carriera costruita sulla ricerca della bellezza assoluta, lasciando in eredità, oltre a quel colore indimenticabile, un impero finanziario la cui sorte è ora al centro di intricate valutazioni.

Con la scomparsa del couturier, avvenuta a 93 anni, si è aperta una successione del tutto particolare, poiché non esistono eredi diretti: nessun coniuge, nessun figlio, con i genitori scomparsi da tempo. Questa circostanza, come sottolineano gli esperti, rende inapplicabile la cosiddetta quota di legittima, liberando completamente la volontà testamentaria di Garavani. Le attenzioni si concentrano quindi sul documento, ancora non reso pubblico, che dovrebbe indicare i beneficiari di un patrimonio personale stimato tra uno e 1,5 miliardi di euro. Secondo le ricostruzioni, i "papabili" sarebbero cinque: il fedele socio storico Giancarlo Giammetti, l'ex direttore generale della maison, l'attuale amministratore delegato del brand, il nipote, e infine la Fondazione intitolata allo stilista. A costoro potrebbero andare beni di natura eterogenea, la cui gestione postuma presenta complessità differenti.

Tra gli asset più consistenti e identificabili vi sono senza dubbio le proprietà immobiliari, che includono residenze di pregio tra Italia e Inghilterra, come il celebre castello, e lo yacht di lusso. A questi si aggiunge una collezione d'arte di notevole valore, composta da pezzi di maestri del Novecento. Il quadro più articolato da ricostruire, tuttavia, riguarda la liquidità e gli investimenti finanziari, dispersi in conti correnti e strumenti di varia natura, la cui mappatura richiederà un lavoro meticoloso da parte degli esperti chiamati a eseguire le volontà del defunto. Una massa di beni che, se per gli aspetti immobiliari e alcune opere d'arte sembra più agevole da delimitare, per la componente finanziaria rappresenta il vero rompicapo della successione.

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