Il ricordo di Giammetti e la complessa eredità di Valentino Garavani
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Redazione Interno
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In una piazza romana che per decenni ha fatto da sfondo silenzioso a un'epopea creativa e imprenditoriale, Giancarlo Giammetti ha scelto di condensare in poche parole, sincere e disarmanti, il senso di una vita condivisa. «Il ricordo più bello? Quando ci siamo conosciuti, credo sia il più toccante», ha dichiarato il compagno e socio storico di Valentino Garavani, parlando fuori dalla storica sede in piazza Mignanelli. Un'emozione privata, che sembra resistere al vuoto lasciato dalla scomparsa dello stilista, avvenuta lunedì 19 gennaio, e che si proietta su uno spazio pubblico diventato simbolico. «Abbiamo cominciato qui e questa piazza è nostra e rimarrà sempre parte di noi», ha proseguito Giammetti, toccando anche il futuro di un'eredità cromatica divenuta universale: «Rosso Valentino? Rimarrà un bel colore e qualcun altro lo porterà avanti». Una transizione, quella evocata, che si annuncia tutt'altro che semplice, dato che l'attenzione del mondo della moda e non solo si sposta ora sull'intricato nodo della successione patrimoniale.
Il patrimonio e gli scenari successori
L’assenza di discendenti diretti – Valentino non lascia figli né un coniuge – rende la gestione di un patrimonio stimato intorno ai due miliardi di dollari un affare di notevole complessità, destinato a richiedere tempo e delicatezza per essere dipanato. Il testamento, depositato presso uno studio notarile di Roma, dovrà infatti delineare le sorti di un impero che, oltre al valore del marchio, include ville di pregio tra Parigi e New York e un patrimonio mobiliare e immobiliare di altissimo livello. Tra i beneficiari, secondo quanto trapelato, figurano la sorella dello stilista, una nipote, lo stesso Giancarlo Giammetti e, significativamente, i fratelli Sean e Anthony Sax.
Il ruolo dei "figliocci" Sax
La presenza dei due fratelli Sax tra i potenziali eredi non è casuale, ma affonda le radici in un legame familiare e professionale di lunga data. Sean e Anthony sono infatti i figli di Carlos Sax, collaboratore storico e grandissimo amico di Valentino, una figura così vicina da far considerare i due giovani alla stregua di "figliocci" per lo stilista. La loro inclusione nel testamento rappresenta un passaggio che va al di là della semplice logica finanziaria, configurandosi piuttosto come il riconoscimento di un'affettuosa vicinanza che ha attraversato le generazioni, e che ora potrebbe tradursi in una partecipazione concreta all'eredità materiale del maestro.
Le voci dal mondo dello spettacolo
Mentre gli aspetti legali trovano la loro strada, il cordoglio per la scomparsa di quello che è stato definito l'Imperatore indiscusso dello stile continua a giungere da ogni parte del globo. Claudia Schiffer ha voluto sottolineare come il suo lascito sia destinato a perpetuarsi, scrivendo sui social che «vivrà per sempre attraverso il marchio che ha creato». Donatella Versace ha parlato invece di «un vero maestro che sarà ricordato per sempre per la sua arte», mentre Cindy Crawford ha espresso una gratitudine più personale, ricordando «gli anni in cui ho avuto il privilegio di lavorare con lui». Un coro di voci, il loro, che – seppur diverse per tono e prospettiva – concorda nel riconoscere l'impronta indelebile lasciata da Valentino non solo sulla moda, ma sull'immaginario collettivo del bello e dell'eleganza.




