Carney a Strasburgo: il Canada corteggia l'Ue e mette pressione sul Ceta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mercoledì e giovedì Mark Carney sarà a Strasburgo, ospite d'onore al discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula von der Leyen e poi oratore davanti al Parlamento europeo. Dietro l'agenda diplomatica c'è una scommessa più ampia: il primo ministro canadese vuole trasformare un accordo commerciale vecchio di nove anni, il Ceta, mai ratificato da dieci Stati membri, tra cui l'Italia e la Francia oltre che da Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Slovenia, nel primo tassello di un'alleanza che va oltre i dazi.

La geopolitica prevale sulla geografia. Il Canada non chiede di diventare uno Stato membro dell'Unione europea, e lo ha chiarito lo stesso Carney: «Non puntiamo a diventare membri dell'Unione europea. Quello che cerchiamo, e per cui avvieremo delle discussioni, è un'alleanza unica con l'Unione europea». Vuole però un legame molto stretto, una sorta di membro esterno con cooperazione avanzata.

La formula circolata nelle cancellerie è quella di «membro associato», espressione che non trova definizione esplicita nei Trattati: l'articolo 49 riserva la piena adesione ai soli Stati geograficamente europei, mentre l'articolo 217 disciplina i tradizionali accordi di associazione. Nella pratica si tratterebbe di un'integrazione a cerchi concentrici, con allineamento a segmenti selezionati del mercato unico e partecipazione a programmi comunitari, ma senza diritto di voto al Consiglio né seggi all'Europarlamento.

Il primo ostacolo sulla strada di Carney ha un nome preciso: Comprehensive Economic and Trade Agreement. L'accordo tra Canada e Ue è in vigore in via provvisoria dal 2017, ma dieci Stati membri non hanno ancora completato il processo di ratifica nazionale. Tra questi figurano l'Italia e la Francia, insieme a Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Slovenia. Per il premier canadese la partita è chiara: senza la ratifica piena, il Ceta resta un'impalcatura incompiuta, e l'idea di un'alleanza più ambiziosa rischia di poggiare sul vuoto.

Da qui la sua agenda fitta di incontri a Strasburgo, dove parlerà davanti all'assemblea giovedì mattina.

Il contesto in cui matura l'iniziativa canadese è quello di una relazione sempre più tesa con Washington. I negoziati commerciali con gli Stati Uniti sono falliti e l'amministrazione di Donald Trump ha imposto dazi al Canada. Il Wall Street Journal ha ricostruito mesi di colloqui privati tra Carney e quasi tutti i principali leader europei, dalla Francia all'Italia, dalla Germania alla Scandinavia, per discutere come integrare più profondamente il Canada e i suoi 41 milioni di abitanti nel blocco dei Ventisette.

L'immagine usata dal quotidiano statunitense è quella di un «matrimonio riparatore» per compensare il divorzio dagli Stati Uniti. Non tutti a Ottawa condividono però la direzione: il leader conservatore Pierre Poilievre ha attaccato l'iniziativa sui social, sostenendo che il Canada non sarà mai il ventottesimo Stato dell'Ue.

La partita tra Canada e Ue non si esaurisce sul piano commerciale. Secondo quanto emerso, i colloqui esplorano una cooperazione avanzata su minerali critici, infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e difesa, con un focus sulla sicurezza artica. Si discute anche della posa di cavi sottomarini per collegare Europa e Nord America e della costruzione congiunta di data center e reti satellitari.

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