Canada e Ue, cosa prevede la proposta di adesione associata di von der Leyen

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ursula von der Leyen ha scelto il palco del discorso sullo Stato dell'Unione, a Strasburgo, per lanciare quella che è stata definita l'apertura più clamorosa della settimana: l'invito al Canada a diventare il primo "membro associato" dell'Unione europea. «Vogliamo portare i rapporti con il Canada al livello più alto possibile», ha dichiarato la presidente della Commissione europea, presente in aula anche il primo ministro canadese Mark Carney, che il giorno successivo, dallo stesso podio, ha accolto con favore la proposta definendola l'alba di un'«alleanza per il futuro».

Il nodo principale, evidenziato da diversi osservatori, è che la categoria di "membro associato" non è prevista da alcun trattato dell'Unione. Non esiste un manuale procedurale cui Bruxelles possa attenersi per trasformare la suggestione politica in una realtà giuridica. L'articolo 49 del Trattato sull'Unione europea stabilisce che può chiedere l'adesione solo uno «stato europeo», requisito che il Canada geograficamente non possiede; modificare i trattati è una strada lunga che richiede l'unanimità di tutti gli Stati membri, un'ipotesi ritenuta improbabile.

Alcuni diplomatici hanno suggerito che una possibile base giuridica potrebbe essere l'articolo 217 dei trattati, che consente all'Unione di concludere con Paesi terzi accordi che istituiscono un'associazione comportante diritti e obblighi reciproci. La Commissione sostiene che il concetto possa essere disegnato da zero senza modificare i trattati, un percorso comunque considerato rischioso.

L'annuncio ha colto di sorpresa le capitali europee. Tre diplomatici hanno riferito che gli Stati membri non sono stati invitati a dare il loro consenso prima del discorso, e che un accordo del genere richiederebbe comunque la loro approvazione. Un diplomatico coinvolto nei colloqui con la Commissione ha sintetizzato lo scetticismo con una frase riportata da Politico: «Nessuno sa davvero cosa significhi».

Altri hanno suggerito che al Canada potrebbe essere offerto un accordo simile agli accordi di libero scambio approfonditi e completi già proposti a Georgia, Moldova e Ucraina, con poco sostegno per un'integrazione economica o politica più spinta.

La presidente della Commissione ha precisato che il partenariato «non è contro qualcun altro», ma per «mettere le forze in comune», in una formula che sembra anticipare le critiche da Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reagito definendo la prospettiva potenzialmente un «atto ostile» e minacciando dazi pesanti sull'Europa qualora l'iniziativa fosse diretta contro gli Stati Uniti. Carney ha risposto che il Canada determinerà autonomamente i propri partenariati internazionali.

La proposta si inserisce in un contesto di integrazione incompiuta. Nove anni dopo l'avvio provvisorio del Comprehensive Economic and Trade Agreement, l'accordo commerciale tra Ue e Canada in vigore dal 2017, dieci Stati membri non lo hanno ancora ratificato definitivamente, tra cui figurano Francia, Italia, Polonia, Belgio e Irlanda. È su questa base giuridica parziale che si innesta l'idea di un'evoluzione verso una forma di associazione più ambiziosa.

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