Canada ed Europa, l'alleanza che cambia gli equilibri: cosa c'è dietro l'offerta di "membro associato" dell'UE

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'apertura di Ursula von der Leyen a un Canada "membro associato" dell'Unione Europea non è una semplice mossa di politica commerciale, ma un segnale preciso in un momento in cui la relazione transatlantica attraversa una fase di forte turbolenza.

La presidente della Commissione europea ha proposto di "aprire la porta" a un rapporto senza precedenti per il blocco, e la risposta di Ottawa è arrivata immediata, con il primo ministro Mark Carney che ha parlato davanti al Parlamento europeo a Strasburgo di una "affinità elettiva" tra le due sponde dell'Atlantico, un legame che non nasce dalla geografia ma da una scelta reciproca di valori e interessi condivisi.

Un'offerta senza precedenti nei trattati europei

È necessario sgombrare il campo da un equivoco che sta circolando in queste ore: il Canada non è entrato nell'Unione Europea e non lo farà nel senso tradizionale del termine. Non avrà eurodeputati, non siederà nel Consiglio e non parteciperà alle decisioni di Bruxelles con diritto di voto. Quella avanzata da von der Leyen è un'invito a diventare il primo "membro associato" nella storia del blocco, una formula che non trova alcun fondamento esplicito nei trattati europei e il cui contenuto concreto resta ancora da definire.

Nel frattempo, il Canada continua a figurare nell'elenco ufficiale dei Paesi terzi senza regime preferenziale, come confermano i documenti doganali dell'Unione.

L'affinità elettiva e il peso delle parole

Carney ha costruito il suo intervento attorno a un riferimento colto che merita attenzione. Il premier canadese ha ricordato come Goethe prese in prestito dai chimici del suo tempo il concetto di "affinità elettiva" per descrivere quella tendenza di elementi diversi a combinarsi per attrazione intrinseca. "Il Canada e l'Europa non sono legati da vincoli geografici, siamo legati da un'affinità elettiva, scelta, rinnovata e proprio per questo ancora più forte", ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo che "Canada ed Europa insieme sono più forti".

La scelta lessicale non è casuale: serve a marcare una differenza sostanziale rispetto a un semplice accordo commerciale, spostando il piano della discussione su un terreno identitario e valoriale.

Il contesto commerciale e la posta in gioco economica

Dietro la retorica delle affinità, i numeri raccontano una relazione già profondamente intrecciata. L'Accordo economico e commerciale globale tra Canada e Unione Europea è in applicazione provvisoria dal settembre 2017 e da allora il commercio bilaterale di beni e servizi è cresciuto in modo significativo. Nel 2025 gli scambi tra le due sponde hanno raggiunto i 134,3 miliardi di dollari canadesi per quanto riguarda le merci, con un aumento delle esportazioni canadesi verso l'UE del 23,4 per cento rispetto all'anno precedente.

L'Unione Europea rappresenta il secondo partner commerciale del Canada dopo gli Stati Uniti, mentre per Bruxelles Ottawa è il dodicesimo mercato per le esportazioni di beni. Il rafforzamento del partenariato non parte dunque da zero, ma poggia su una base economica già solida.

Le reazioni britanniche e il nuovo posizionamento di Londra

La proposta di von der Leyen ha immediatamente prodotto effetti anche al di fuori dei due partner direttamente coinvolti. Il ministro delle Finanze canadese François-Philippe Champagne ha dichiarato alla BBC che il Regno Unito dovrebbe "fare squadra" con la nascente alleanza tra Canada ed Europa. "Il mondo è cambiato. L'America è cambiata. Quindi dobbiamo cambiare", ha affermato Champagne, sottolineando come Londra e Ottawa condividano gli stessi valori e una visione molto allineata del mondo.

La dichiarazione arriva mentre il Canada resta impegnato in una guerra commerciale con gli Stati Uniti, con dazi reciproci imposti dopo il fallimento dei negoziati dell'agosto scorso. Lo stesso Champagne ha spiegato che la risposta canadese è stata "misurata, mirata e strategica, dollaro per dollaro, dazio per dazio", aggiungendo che a un certo punto era necessario dire "basta".

Le ambizioni concrete: ricerca, difesa e materie prime

Al di là della cornice politica, l'offerta europea si articola su una serie di ambiti specifici che il Canada e l'UE hanno già iniziato a esplorare negli anni scorsi. La partecipazione canadese al programma Horizon Europe per la ricerca e l'innovazione era già stata oggetto di negoziati conclusi nel 2023, aprendo ai ricercatori canadesi la possibilità di collaborare alle chiamate del secondo pilastro su un piano di parità con le entità degli Stati membri.

Carney ha menzionato anche l'interesse per programmi come Erasmus+, per i fondi europei su intelligenza artificiale e difesa, oltre alla possibilità per giovani canadesi ed europei di attraversare l'oceano per studiare e vivere. Sul fronte delle forniture, il Canada potrebbe mettere sul tavolo minerali critici e gas, cercando in cambio accesso alle tecnologie avanzate europee. La portata effettiva di questi impegni dipenderà dalla definizione negoziale di ciò che "membro associato" significherà in pratica.

Una formula da inventare, con il precedente australiano sullo sfondo

Il carattere inedito della proposta lascia aperte numerose questioni procedurali. Non esiste una categoria giuridica preesistente di "membro associato" dell'Unione Europea, e la stessa Commissione non ha ancora reso noti i contorni dell'offerta. Fonti diplomatiche suggeriscono che il modello in via di definizione potrebbe servire da apripista per altri Paesi affini che difficilmente diventerebbero mai membri a pieno titolo, con l'Australia menzionata come possibile beneficiario di un percorso analogo.

Si tratterebbe, in sostanza, di creare un nuovo livello di integrazione differenziata, calibrato su partner con forti affinità economiche e valoriali ma distanti geograficamente e privi dell'obiettivo di un'adesione formale.

Il quadro politico americano e le sue conseguenze

Il consolidamento dell'asse Canada-Europa si inserisce in un contesto di crescente attrito con Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito "ridicola" l'idea di un'associazione del Canada all'UE e ha minacciato ulteriori dazi contro l'Unione qualora il progetto fosse interpretato come ostile, aggiungendo di considerare il Canada un "terribile partner commerciale". Parole che, lungi dal raffreddare il progetto, sembrano aver fornito ulteriore impulso a un percorso di diversificazione delle alleanze che Ottawa persegue ormai da mesi.

Il ministro degli Esteri canadese Melanie Joly aveva già sintetizzato la posizione del governo definendo il Canada "il più europeo dei Paesi non europei" e sostenendo che il Paese era stato "troppo a lungo dipendente dagli Stati Uniti".

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