Von der Leyen: stop ai social sotto i 13 anni, il Canada primo membro associato dell'Ue
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Redazione Esteri
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Bruxelles. Nessun accesso ai social media per i minori di 13 anni, nessun account personale prima dei 15. È la misura annunciata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel discorso sullo stato dell'Unione davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo. L'iniziativa si chiama Eu Kids Act e sarà formalmente proposta domani dall'esecutivo comunitario, con un approccio graduale e differenziato per fasce d'età.
La presidente ha spiegato che ogni fascia d'età avrà un livello di protezione adeguato. «Nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni. Nessun account personale per i minori di 15 anni», ha dichiarato von der Leyen, precisando che tra i 13 e i 15 anni saranno consentiti soltanto mini-account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni di tempo.
La bozza del regolamento, anticipata nelle scorse ore, prevede che sotto i tre anni l'esclusione sia totale, mentre dai tre ai 13 anni l'accesso sarà limitato a servizi concepiti per l'infanzia e sotto il controllo di un adulto. Tra i 15 e i 18 anni le piattaforme dovranno garantire una progettazione sicura, senza obbligo di consenso genitoriale.
Per rendere effettive le restrizioni, il testo prevede sistemi di verifica dell'età basati su un'app europea o su soluzioni nazionali che accertino soltanto se l'utente ha superato una determinata soglia, senza raccogliere dati ulteriori. Per gli account già esistenti è richiesta una verifica proporzionata, basata per esempio sulla durata dell'iscrizione al servizio. Il disegno di legge vieta inoltre elementi di progettazione come lo scorrimento infinito, le notifiche artificiali e alcuni meccanismi di ricompensa.
L'ambito di applicazione non riguarda solo i social network e le piattaforme di condivisione video, ma si estende ai videogiochi online e ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, considerati strumenti in grado di fornire ai minori consigli sulla salute mentale e sullo sviluppo personale. Restano esclusi i servizi concepiti per fini educativi o gestiti da autorità pubbliche.
Nel discorso, von der Leyen ha rivolto un passaggio anche alle relazioni internazionali, proponendo di «aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell'Ue». La presidente si è rivolta direttamente al premier canadese Mark Carney, presente in aula. «Dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership», ha affermato, annunciando il passaggio dal Ceta a una «Alleanza per il futuro» per creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica.
La collaborazione riguarderà produzione intelligente, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica, minerali critici e batterie, oltre alla difesa e all'Artico. «Questa è una partnership non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune», ha precisato. Il limite geografico previsto dai trattati fondativi impedisce al Canada l'adesione piena, ma il nuovo status di membro associato rappresenterebbe un'integrazione strategica senza precedenti.
Sul fronte dell'intelligenza artificiale, von der Leyen ha indicato l'obiettivo di «un'intelligenza artificiale che lasci spazio all'azione umana», con un valore creato in modo più responsabile, a costo inferiore e con minor consumo energetico. Il discorso ha toccato anche la transizione energetica, con l'obiettivo di raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040, riducendo di 260 miliardi di euro all'anno la spesa per l'importazione di combustibili fossili. La presidente ha rivendicato l'aumento della spesa per la difesa di quasi l'80% negli ultimi cinque anni.
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