L'Europa si impegna per un futuro a emissioni zero: la nuova direttiva sulle case green

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La direttiva europea sulle "case green" è entrata ufficialmente in vigore. Questo testo, che riguarda l'efficienza energetica nelle abitazioni e negli edifici pubblici, è stato approvato definitivamente nelle scorse settimane. L'obiettivo principale è quello di affrontare l'emergenza climatica in atto, considerando che gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni inquinanti in Europa.

Il tempo per adeguarsi

I ventisette Stati membri dell'Unione Europea hanno ora due anni per adeguarsi alle nuove norme. Queste puntano a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. Durante questi ventiquattro mesi, tutte le capitali, compresa Roma, dovranno stabilire una tabella di marcia per ridurre i consumi medi di energia delle case del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

Cosa prevede la direttiva

Nonostante sia stata contestata (e non votata alla fine) dal governo italiano, la nuova normativa prevede che dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere costruiti a emissioni zero. Per gli edifici pubblici, l'obbligo scatta dal 2028. Ci sono alcune esenzioni: edifici storici, luoghi di culto, appartamenti sotto i 50 metri quadrati.

Il ruolo degli edifici pubblici

La direttiva sulle case green è entrata in vigore oggi. Secondo Assistal, per raggiungere davvero l'obiettivo di riduzione delle emissioni, è necessario partire dagli edifici pubblici. Questi, infatti, rappresentano una parte significativa del parco immobiliare e possono quindi contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni.

La nuova direttiva rappresenta un passo importante verso un futuro più sostenibile. Nonostante le sfide, l'Europa si sta impegnando per un futuro a emissioni zero. Ora tocca agli Stati membri mettere in pratica queste norme e lavorare per raggiungere gli obiettivi fissati.

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