Il ritorno di Federer all'Us Open: esibizione con Roddick, McEnroe e Agassi infiamma New York
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Redazione Sport
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Roger Federer è tornato a calcare il cemento dell'Arthur Ashe Stadium, e il pubblico di New York ha potuto riabbracciare, almeno per una notte, uno dei colpi che hanno segnato la storia del tennis moderno. L'occasione era quella di un'esibizione di lusso, organizzata per celebrare l'inizio degli Us Open, che ha visto il fuoriclasse svizzero condividere il campo con tre altri giganti del passato come Andy Roddick, Andre Agassi e John McEnroe.
A far scattare l'ovazione più fragorosa sono stati però due rovesci a una mano, quelli che lo svizzero ha lasciato partire come ai vecchi tempi, quasi a voler dimostrare che il tempo non ha scalfito la sua classe immortale, e che il suo rapporto con quel campo e con quella città resta intatto e profondo.
Il singolare contro Roddick e il successo nel doppio con McEnroe
Nel primo atto della serata, Federer ha affrontato in singolare il suo storico rivale americano, Andy Roddick, imponendosi con il punteggio di 6-3. Il risultato, come spesso accade in queste occasioni, era in realtà solo un dettaglio, un pretesto per rivivere i duelli che hanno infiammato il circuito per anni: molto più importante era la sensazione di rivedere i due campioni scambiarsi colpi vincenti, con lo svizzero che ha letteralmente fatto esplodere il pubblico con quei due rovesci che sembravano dipinti.
Ma la notte non era finita, perché Federer è poi tornato in campo per un doppio, questa volta in coppia con la leggenda John McEnroe, schierati contro la coppia formata da Roddick e Andre Agassi: un quartetto che rappresentava oltre vent'anni di grandi imprese, e che ha regalato al pubblico un mix perfetto di tennis spettacolare, risate e giocate di fino, con la squadra Federer-McEnroe che si è aggiudicata il set per 7-5.
Un evento intitolato a una leggenda che entrerà nella Hall of Fame
L'iniziativa, dal titolo "Roger Federer: An Icon Returns to New York", era pensata proprio per celebrare il legame speciale tra il cinque volte campione degli Us Open e la città che lo ha visto trionfare, un legame che lo stesso svizzero ha voluto rimarcare con le sue parole al termine dell'esibizione, raccontando di essersi innamorato di quel palcoscenico fin dal primo giorno.
L'evento ha assunto un significato particolare se si considera che Federer, che a 45 anni si mostra ancora in perfetta forma atletica, si appresta a entrare nell'International Tennis Hall of Fame, un riconoscimento che sancisce definitivamente il suo status di icona assoluta di questo sport, e che rende questa serata newyorkese quasi un preludio a quel traguardo.
La sua presenza, insieme a quella di altri mostri sacri come Agassi, Roddick e McEnroe, ha trasformato l'Arthur Ashe in una macchina del tempo, capace di riportare indietro gli appassionati a un'epoca in cui quei nomi dominavano le copertine e i tabelloni dei tornei.
La serata newyorkese e l'atmosfera del grande tennis
Quella che si è vista al grande stadio di Flushing Meadows è stata una serata che ha saputo catturare perfettamente lo spirito del tennis, fatto di rivalità, rispetto e puro spettacolo, lontano dalla tensione delle competizioni ufficiali ma carico di un'emozione diversa, forse più autentica. I quattro campioni non si sono risparmiati, regalando scambi di grande intensità e qualità, sotto lo sguardo rapito di un pubblico che ha tributato loro una standing ovation lunga e sentita, quasi a voler ringraziare Federer, Roddick, Agassi e McEnroe per tutto ciò che hanno rappresentato.
E se per gli appassionati di tennis rivedere quei colpi è stato un piccolo viaggio nel passato, per Federer stesso è stata l'occasione per ribadire che, anche se il suo posto oggi è fuori dal circuito, il suo amore per il gioco e per i palcoscenici che lo hanno reso grande, come quello di New York, rimane intatto e inalterabile, capace ancora di infiammare le folle come ai tempi d'oro.
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