Italo punta sulla Germania: 3,6 miliardi per sfidare la Deutsche Bahn

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ambizione è chiara, e per certi versi storica: scardinare un altro monopolio. Italo, l’operatore privato che dal 2012 ha rivoluzionato il mercato dell’alta velocità in Italia (portando la domanda oltre i 60 milioni di passeggeri l’anno e tagliando le tariffe di circa il 40%), sta per varcare le Alpi con un piano industriale da 3,6 miliardi di euro. L’annuncio, arrivato dall’amministratore delegato Gianbattista La Rocca al Sole 24 Ore, fissa il debutto dei primi treni sui binari tedeschi entro la metà del 2028, con l’obiettivo dichiarato di esportare oltreconfine quel modello di concorrenza che ha cambiato il volto degli spostamenti nella Penisola.

Il bersaglio è il servizio Ice di Deutsche Bahn, oggi dominante ma zoppicante. Il motivo della sfida, del resto, affonda le radici nei numeri impietosi della puntualità tedesca: nella lunga percorrenza, i treni arrivano in orario solo quattro volte su dieci, una crisi di sistema che la stessa Svizzera ha subìto interrompendo i collegamenti diretti verso Zurigo. In questo contesto, segnato dal maxi-piano infrastrutturale del governo federale (che ha stanziato 500 miliardi, di cui 150 per la sola digitalizzazione ferroviaria), Italo intende inserirsi per ritagliarsi uno spazio di mercato che vale già tra i 110 e i 120 milioni di passeggeri l’anno, con un potenziale di crescita stimato intorno al 40%.

Il piano industriale e l’assetto operativo

La macchina organizzativa è già in moto da tempo. È stata infatti costituita la società tedesca, si è ottenuta la licenza ferroviaria ed è stato avviato l’iter per il certificato di sicurezza; il passo decisivo sarà la firma con Siemens per l’acquisto dei treni, condizionata però a una variabile esterna. La società italiana ha bisogno di avere entro maggio un quadro certo sulle tracce orarie e sugli spazi in stazione da parte del gestore DB InfraGO, altrimenti l’accordo – previsto per giugno – rischierebbe di saltare, compromettendo l’intera scaletta industriale. Dell’investimento complessivo, 1,2 miliardi saranno destinati all’acquisto di 26 convogli (con opzione per altri 14), mentre i restanti 2,4 miliardi copriranno la manutenzione trentennale, la formazione del personale, i servizi It e la logistica operativa. Le stime parlano di 2.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti, oltre a 5.000 addetti del comparto industriale coinvolti nella produzione.

Rotte e frequenze

Il servizio si articolerà su una rete di 1.300 chilometri, raggiungendo 18 città con una frequenza di 50 collegamenti al giorno. Le due direttrici principali scelte sono quelle a più alta densità di traffico: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo. È su questi corridoi, storicamente congestionati e gravati da ritardi cronici, che Italo spera di innescare lo stesso circolo virtuoso già sperimentato in Italia, dove la competizione ha fatto raddoppiare il numero di viaggiatori senza intaccare la redditività degli operatori. Per accedere alle rotaie, la società verserà ogni anno circa 250 milioni di euro di pedaggi al gestore infrastrutturale tedesco, una cifra che, nelle intenzioni, contribuirà proprio a finanziare quegli ammodernamenti necessari a far correre i treni senza intoppi.

Le condizioni per lo sbarco

Nonostante l’entusiasmo, resta un nodo regolatorio da sciogliere. La finestra temporale per ottenere le concessioni dalle autorità locali è strettissima, e l’amministratore delegato La Rocca è stato chiaro nel ribadire che senza una risposta definitiva entro maggio il progetto potrebbe deragliare. La partita si gioca dunque sulla capacità del gruppo italiano di strappare garanzie di lungo periodo a un sistema, quello tedesco, tradizionalmente restio a cedere quote di mercato in favore di outsider. Se il via libera arriverà, i primi treni blu (abbandonando il classico rosso) inizieranno a circolare tra due anni, portando per la prima volta un operatore privato italiano nel cuore dell’Europa delle ferrovie. La posta in gioco è alta, e non riguarda solo la Germania: questa è la prima, vera espansione internazionale di Italo, un test che potrebbe definirne il ruolo sullo scacchiere europeo dei trasporti ad alta velocità.

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