Tribunale islamico, Cisint attacca Vanin e chiede l'esclusione dall'università

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La polemica sulla Camera arbitrale islamica di Padova non resta confinata nei palazzi della politica veneta e sale fino al Senato. Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, ha annunciato un'interrogazione alla ministra dell'Università Anna Maria Bernini per chiedere che Omar Vanin, fondatore dell'organismo e docente a contratto all'Università di Padova, venga allontanato dall'insegnamento pubblico.

La questione ruota attorno a un doppio ruolo che, secondo l'esponente del Carroccio, risulta incompatibile con i principi dell'ordinamento: da un lato l'avvocato padovano guida la struttura che sul proprio sito parla di «Tribunale Sciaraitico», dall'altro siede nei corsi di Diritto dell'economia del Bo.

L'interrogazione e il saggio del 2015

Alla base dell'iniziativa parlamentare c'è anche un testo giuridico che Vanin ha pubblicato nel 2015, dedicato al ripudio islamico e al rapporto con l'ordine pubblico italiano. Per Cisint quel lavoro dimostra una continuità di pensiero che non può passare inosservata dentro un ateneo statale.

«Chi pretende di legittimare il ripudio e ha messo in piedi un'organizzazione che vuole sostituire le nostre leggi con la Sharia, creando uno Stato nello Stato, non può esercitare la professione di avvocato e addirittura insegnare nelle università pubbliche dello stesso Stato di cui vuole sovvertire le regole», ha dichiarato l'europarlamentare. La richiesta di esclusione dall'insegnamento si aggiunge a una precedente istanza di radiazione dall'albo forense, già depositata nei giorni scorsi.

La difesa dell'ateneo e la libertà accademica

Palazzo Bo non replica direttamente alle accuse politiche, ma lascia filtrare una posizione netta attraverso le parole di Michele Di Bari, presidente del corso di laurea in Diritto dell'economia. Il docente di diritto costituzionale ha rivendicato l'autonomia delle attività professionali svolte fuori dall'università da parte di un contrattista, purché nel rispetto della normativa vigente. Sul piano didattico, Di Bari ha tenuto a sottolineare che l'insegnamento di Transnational Commercial Law tenuto da Vanin «riceve ottime valutazioni» da parte degli studenti.

Una presa di posizione che sposta temporaneamente il confronto dal merito dell'iniziativa arbitrale alla qualità del lavoro accademico e alla tutela della libertà di insegnamento.

Il presidio alla Stanga e la moschea abusiva

La vicenda si intreccia con un'altra questione che da anni tiene banco a Padova, quella della moschea di via Turazza gestita dall'associazione Al Hikmah, colpita da un'ordinanza di sgombero mai eseguita dal Comune. È proprio davanti a quella struttura che Matteo Salvini ha scelto di tenere un punto stampa, affiancato dalla stessa Cisint e da altri esponenti locali del Carroccio. «Siamo a Padova, siamo in Veneto, siamo in Italia e ci sono le nostre leggi oltre alle nostre tradizioni e la nostra identità. Quindi non esistono tribunali islamici», ha detto il vicepremier, aggiungendo che la Sharia rappresenta «barbarie» e «ritorno al Medioevo». Nel corso dell'intervento Salvini ha anche toccato il tema delle infrastrutture, chiedendo il prolungamento della rete tranviaria fino a Vigonza.

Il fascicolo in Procura e le posizioni di Vanin

Sul piano giudiziario, la Procura di Padova ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, per verificare la natura e l'effettiva attività della Camera arbitrale islamica italiana, costituita lo scorso marzo come associazione non riconosciuta. Vanin ha respinto le accuse spiegando che l'arbitrato rituale resta soggetto al controllo dell'autorità giudiziaria italiana e che un lodo ispirato a precetti religiosi non può violare le norme di ordine pubblico.

«Se, per esempio, una decisione desse ragione a una parte esclusivamente perché l'altra è una donna, sarebbe una decisione palesemente contraria all'ordinamento italiano. Non potrebbe essere omologata da un tribunale italiano», ha precisato il legale. Al momento, secondo quanto riferito, le cause effettivamente trattate dalla struttura sarebbero pari a zero.

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