Il conto salato della crisi climatica: 43 miliardi di danni e migliaia di vittime in Europa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo una ricerca condotta dall’università di Mannheim, alla quale hanno collaborato anche due analisti della Banca centrale europea, gli eventi meteorologici estremi che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa hanno prodotto perdite economiche, per l’intero continente, quantificate in 43 miliardi di euro. Una cifra destinata a crescere in maniera esponenziale, raggiungendo – secondo le proiezioni – la soglia dei 126 miliardi entro il 2029, se non verranno intraprese azioni concrete e sistemiche di contrasto e adattamento.

In questo scenario allarmante, l’Italia si configura come uno dei paesi più colpiti in assoluto, con danni immediati che sfiorano i 12 miliardi di euro e che potrebbero moltiplicarsi fino a toccare i 34 miliardi nel giro di un quinquennio. Un dato che, oltre a pesare sulle casse pubbliche e private, riflette la vulnerabilità di un territorio particolarmente esposto agli effetti della tropicalizzazione del clima.

Parallelamente ai danni materiali, il bilancio più tragico è quello che riguarda le vite umane. Uno studio realizzato dall’Imperial College di Londra e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, che ha preso in esame 854 città europee, attribuisce all’eccessivo calore dell’estate 2025 quasi 16.500 decessi. La ricerca, che ha analizzato un campione pari a circa il 30% della popolazione continentale, indica in Roma la capitale europea con il più alto numero di vittime legate alle alte temperature, 835, delle quali oltre due terzi sarebbero direttamente imputabili al cambiamento climatico di origine antropica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.