La scomparsa di Licia Pinelli
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Redazione Interno
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Licia Rognini, vedova di Giuseppe "Pino" Pinelli, è deceduta ieri all'età di 96 anni nella sua casa di Milano, come aveva espresso il desiderio di fare. La sua battaglia per la verità iniziò nel dicembre del 1969, quando suo marito, ferroviere anarchico, fu ingiustamente fermato per la strage di Piazza Fontana e precipitò dalla finestra della questura di Milano durante un interrogatorio. Tutte le sentenze successive decretarono l'innocenza di Pinelli, ma la sua morte rimase un'ombra oscura nella storia italiana.
Licia Pinelli, che ha dedicato la sua vita a difendere la memoria del marito, è stata una figura di grande dignità e coraggio. La sua determinazione nel cercare la verità sulla morte di Pino è stata instancabile, nonostante le difficoltà e le sofferenze che ha dovuto affrontare. La camera ardente, aperta oggi a Milano, è privata, rispettando così il desiderio della famiglia di mantenere un momento di intimità.
La storia di Licia Pinelli è strettamente legata a quella di Piazza Fontana, un evento che ha segnato profondamente la storia italiana. La bomba esplosa nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura causò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. Pino Pinelli, trattenuto come sospetto, morì in circostanze mai del tutto chiarite, diventando così la "diciottesima vittima" della strage.
Silvia Pinelli, una delle due figlie, ha ricordato la madre come una donna che ha vissuto con dignità e coraggio, e che con la stessa dignità ha salutato i suoi cari.




