Simone Venturini sorprende Venezia: exit poll ribaltati alle comunali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Simone Venturini emerge a sorpresa nei primi exit poll delle elezioni comunali di Venezia, ribaltando pronostici e sondaggi che fino a poche ore prima sembravano orientati verso un altro esito. Il vicesindaco uscente e uomo di fiducia di Luigi Brugnaro viene indicato in vantaggio in una sfida che, alla vigilia, appariva molto più incerta per il centrodestra veneziano. Dopo dieci anni da assessore nelle giunte guidate da Brugnaro, Venturini ha tentato il salto politico più importante della sua carriera amministrativa, presentandosi come figura di continuità rispetto all’esperienza di governo degli ultimi due mandati.

Il dato assume un peso particolare anche per il contesto in cui si è svolta la campagna elettorale. Gli ultimi anni dell’amministrazione Brugnaro sono stati segnati da un’inchiesta giudiziaria ancora senza un verdetto definitivo, elemento che aveva contribuito a rendere il quadro più aperto. Nonostante questo, i primi rilevamenti all’uscita dalle urne sembrano premiare la linea della continuità amministrativa rappresentata da Venturini. Il risultato provvisorio viene letto come un capovolgimento rispetto alle attese della vigilia, soprattutto perché molti osservatori consideravano il centrosinistra in grado di contendere con maggiore forza la guida della città.

Le reazioni politiche dopo i primi exit poll

Tra i primi a commentare il dato c’è stato Ugo Bergamo, ex senatore Udc e già sindaco democristiano di Venezia dal 1990 al 1993. Bergamo ha invitato alla prudenza, ricordando che “il pomeriggio è ancora lungo”, ma ha anche indicato alcuni elementi che, a suo giudizio, avrebbero inciso sull’orientamento dell’elettorato. Nel suo intervento ha citato la presenza di candidati bengalesi nelle liste e il tema della moschea di Mestre, sostenendo che questi aspetti avrebbero contribuito ad alimentare una reazione da parte di una parte dei cittadini.

Nel quartier generale del centrosinistra erano presenti il candidato Andrea Martella, il segretario del Partito Democratico Marco Bellomo e altri rappresentanti della coalizione. Tra loro anche Giovanni Pelizzato, candidato presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano. Le prime proiezioni hanno quindi cambiato rapidamente il clima politico della giornata elettorale, trasformando un’attesa considerata favorevole al centrosinistra in una situazione molto più complessa da interpretare. L’attenzione resta concentrata sull’andamento dello scrutinio e sulla conferma dei dati emersi dai primi exit poll.

L’affluenza a Venezia e il confronto con il 2020

Intanto il Comune di Venezia ha comunicato i dati definitivi sull’affluenza alle elezioni amministrative 2026. Le operazioni di voto si sono concluse regolarmente alle ore 15 in tutte le 256 sezioni elettorali della città. Hanno votato complessivamente 112.701 elettori su 201.713 iscritti, pari al 55,87%. Per le Municipalità il dato è stato quasi identico: 112.675 votanti su 201.713 iscritti, corrispondenti al 55,85%.

Il confronto con la precedente tornata amministrativa evidenzia una diminuzione della partecipazione. Nel 2020, infatti, l’affluenza definitiva a Venezia aveva raggiunto il 62,23%, oltre sei punti percentuali in più rispetto a quella registrata nel 2026. Anche il dato complessivo dei 51 Comuni del Veneto chiamati al voto mostra una flessione: l’affluenza si è fermata al 54,42%, contro il 62,72% della tornata precedente. Un calo che accompagna una consultazione elettorale caratterizzata da forte attenzione politica e da un risultato che, almeno secondo i primi exit poll, ha già modificato gli equilibri previsti alla vigilia.

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