Simone Venturini vince a Venezia: il centrodestra conquista il primo turno
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Redazione Interno
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Simone Venturini è il nuovo sindaco di Venezia dopo una vittoria al primo turno che ha ribaltato le attese della vigilia e cambiato completamente il racconto politico delle comunali in Laguna. Per settimane il voto veneziano era stato descritto come una possibile “morte politica” del centrodestra, ma il risultato finale ha consegnato uno scenario opposto: il candidato civico sostenuto dalla coalizione di governo ha superato il 53% dei voti, evitando il ballottaggio e staccando nettamente il candidato del centrosinistra Andrea Martella, fermo al 37%. Un margine ampio, inatteso anche per gli osservatori più vicini alla campagna elettorale e non previsto dai sondaggi diffusi nei giorni precedenti al voto.
La vittoria di Venturini assume un peso particolare anche perché garantisce continuità amministrativa con il sindaco uscente Luigi Brugnaro. Il risultato maturato nello scrutinio ha confermato rapidamente le indicazioni arrivate già nel pomeriggio, quando i primi exit poll avevano mostrato il candidato del centrodestra avanti con percentuali comprese tra il 47 e il 51%, mentre Martella restava tra il 40 e il 44%. Le proiezioni successive hanno consolidato il vantaggio fino a rendere evidente che il centrosinistra avrebbe potuto sperare soltanto in un mancato superamento della soglia del 50%. Scenario che non si è verificato con il proseguire dello spoglio.
Il “ragazzo di Marghera” e la vittoria inattesa
Simone Venturini, 38 anni, ha costruito gran parte della propria immagine pubblica attorno a un profilo civico e personale molto distante dai toni tradizionali della politica nazionale. Si definisce “il ragazzo di Marghera” e, anche nelle ore decisive della campagna elettorale, ha mantenuto uno stile sobrio, quasi dimesso. Alla vigilia del voto, mentre molti lo indicavano come sfavorito, si era concesso perfino un bagno al Lido per affrontare il caldo improvviso di questi giorni. Un atteggiamento che ha contribuito ad alimentare il profilo di candidato vicino alla dimensione quotidiana della città.
Nel giorno della vittoria, coinciso anche con il secondo anniversario di matrimonio con la moglie Carolina, Venturini ha festeggiato il risultato richiamando spesso la propria formazione scout e cattolica. Elementi che hanno accompagnato il racconto della sua candidatura durante tutta la campagna elettorale. Il successo ottenuto al primo turno rappresenta uno dei dati politici più rilevanti usciti dalle comunali veneziane, soprattutto perché arrivato in un contesto in cui larga parte degli osservatori considerava molto probabile un ballottaggio e immaginava un confronto più equilibrato.
La sconfitta del centrosinistra e il peso del risultato
Per il centrosinistra veneziano il risultato ha assunto rapidamente i contorni di una battuta d’arresto pesante. Andrea Martella, senatore del Partito democratico e candidato sostenuto dal cosiddetto “campo largo”, non è riuscito a ridurre il distacco nemmeno nelle fasi finali dello scrutinio. Le proiezioni hanno progressivamente allargato il margine tra i due candidati, passando dal 50,7% contro 37% fino alle rilevazioni successive che indicavano Venturini sopra il 51%, mentre Martella restava sotto il 39%.
Il voto veneziano ha avuto immediatamente un’eco nazionale anche per le reazioni politiche arrivate nelle ore successive. Tra le più dure quella di Massimo Cacciari, che ha parlato di una “debacle” difficile da immaginare per la sinistra. A rendere ancora più significativa la vittoria di Venturini è stato soprattutto il contrasto tra il clima della vigilia e il risultato effettivo delle urne. Quella che molti avevano descritto come una sfida destinata a segnare la fine politica del centrodestra si è trasformata invece in un’affermazione netta della coalizione di governo in una delle città simbolo del Paese.




