Venezia, la nuova giunta di Venturini: tre under 40 e la scommessa Romor tra cultura e urbanistica
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Redazione Interno
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Non c’è stato nemmeno il tempo di godersi la vittoria, a giudicare dalla tabella di marcia impressa dal neo sindaco Simone Venturini. L’ingresso a Ca’ Farsetti – avvenuto puntualmente alle 12.15 – è stato il preludio di una presentazione, tenutasi poi nella Sala del Consiglio di Ca’ Loredan, che ha messo in chiaro fin da subito l’urgenza di mettere mano alle redini della città lagunare.
«Grazie a tutti», si è limitato a dire il primo cittadino entrando, prima di svelare la composizione della sua squadra di governo: dieci assessori affiancati da quattro consiglieri delegati, tutti scelti rigorosamente tra gli eletti, come a voler restituire agli elettori un peso specifico nella formazione dell’esecutivo.
L’operazione, spiega Venturini, nasce da un mandato «forte e senza dubbi interpretativi»; una premessa, la sua, che serve a legittimare una giunta pensata per coniugare l’emergenza sociale con la riqualificazione urbana, cercando di bilanciare l’urgenza della manutenzione del tessuto cittadino con le nuove istanze di sviluppo.
L’equilibrio generazionale e la poltrona chiave
C’è un filo rosso, in questa compagine, ed è quello che Venturini stesso definisce «senso generazionale». Da un lato troviamo la conferma di figure di solida esperienza, a cominciare dalla nuova vicesindaca – una Francesca Zaccariotto cui sono state affidate le delicate deleghe alla Sicurezza urbana e alla Polizia locale – e dall’altro l’innesto di tre assessori under 40, chiamati a intercettare le richieste di chi ha votato per un cambio di passo.
Ma il vero joker della partita, quello che ha tenuto banco nei retroscena delle scorse settimane, è la doppia delega affidata a Paolo Romor. La decisione di unire l’Urbanistica e la Cultura nella stessa persona, una scelta che Venturini non esita a definire «rinascimentale» in un’intervista rilasciata ai media locali, rappresenta una scommessa strategica non da poco.
L’idea, per citare testualmente le parole del sindaco, è quella di costruire «la città fisica e la città dell’anima» senza soluzione di continuità, unendo la rigenerazione dei palazzi al rafforzamento dell’identità culturale.
La mappa politica delle alleanze
Lo schema tattico, a guardare la ripartizione degli scranni, non tradisce gli equilibri raggiunti nella campagna elettorale. La maggioranza che sostiene Venturini si compone di quattro assessori in quota a Fratelli d’Italia, due alla Lega, uno a Forza Italia e tre espressi direttamente dalla lista civica «Venturini Sindaco».
Questa distribuzione, insieme con le conferme eccellenti come quella di Michele Zuin (confermato al Bilancio e tributi) e di Sebastiano Costalonga (riconfermato al Commercio), garantisce una continuità gestionale rispetto all’era precedente, evitando brusche sterzate nella macchina amministrativa. Non mancano, però, le new entry pronte a sporcarsi le mani: Riccardo Brunello (Lega) eredita i Lavori pubblici, mentre Ermelinda Damiano passa dalla presidenza del Consiglio comunale a un ruolo operativo chiave per la Coesione sociale, la Casa e il Patrimonio.
Le prime mosse e i gruppi di lavoro
Se l’assetto è definito, l’agenda, invece, è già stabilita. Venturini ha annunciato che il lavoro si concentrerà subito su due fronti caldi, affidandone lo sviluppo a specifici gruppi di lavoro: da un lato il delicato nodo della residenzialità e delle politiche per la casa, una piaga sociale storica per il centro storico; dall’altro la gestione dei flussi turistici, una sfida che ogni amministrazione veneziana è chiamata a raccogliere per trovare un equilibrio tra accoglienza e vivibilità.
Accanto a questi, fanno capolino anche deleghe minori ma significative per il tessuto identitario della città: Paola Mar, ad esempio, si occuperà di Università e di una delega quanto meno curiosa come quella alla Street Art, mentre Aldo Reato avrà il compito di seguire la valorizzazione della gondola. Sono i primi, concreti, banchi di prova per una squadra che Venturini vuole vedere subito in movimento, senza concedersi quella «vacanza» che molti forse si aspettavano.




