Venezia, Capovilla attacca dopo il voto: «La città è morta»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Venezia è morta, inutile insistere sul cadavere». Pierpaolo Capovilla ha commentato così sulla sua pagina Facebook il risultato delle elezioni amministrative che hanno consegnato il Comune di Venezia al centrodestra guidato da Simone Venturini. Il candidato sostenuto dalla coalizione ha vinto al primo turno con il 51% complessivo e con una lista civica arrivata al 30% delle preferenze. Nel messaggio pubblicato poche ore dopo lo scrutinio, Capovilla ha collegato direttamente il risultato elettorale alla gestione della città, scrivendo: «Vince l’assessore al turismo di Brugnaro: vince il tumore, la metastasi della città».

Il voto veneziano è diventato subito terreno di scontro politico e simbolico. La vittoria di Venturini è stata letta come una conferma della tenuta del centrodestra in Laguna, mentre nel campo opposto si moltiplicano le critiche per la sconfitta del centrosinistra e del candidato Andrea Martella. Il risultato è apparso ancora più netto per il distacco maturato già al primo turno, in una competizione che molti osservatori consideravano aperta fino alle ultime ore. La coalizione guidata da Venturini consolida così la propria presenza in una città che continua a rappresentare un passaggio politico rilevante anche a livello nazionale.

Le parole di Cacciari dopo la sconfitta del centrosinistra

Tra le reazioni più dure c’è stata quella di Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, che in un’intervista al Corriere della Sera ha criticato apertamente il cosiddetto Campo Largo e la candidatura di Andrea Martella. «Ci sarebbe voluta una figura diversa, come la Salis a Genova», ha dichiarato il filosofo, aggiungendo che «mio nipote Tommaso, per dire, avrebbe preso più voti di Martella». Cacciari ha definito «pazzesco» il crollo dell’affluenza e «stupefacente» il distacco tra Martella e Venturini, sostenendo che un risultato di questo tipo non si fosse mai verificato in passato nella città lagunare.

Nel suo intervento l’ex sindaco ha parlato apertamente di «suicidio politico», puntando il dito contro gli errori interni al centrosinistra. «Compagni idioti, ma non faccio nomi», ha detto commentando il risultato, mentre su Martella ha usato un’altra definizione destinata a far discutere: «Eterno numero due». Le sue dichiarazioni arrivano dopo una campagna elettorale in cui i sondaggi descrivevano una partita molto più equilibrata. Proprio per questo il vantaggio accumulato dal centrodestra ha sorpreso anche chi, fino a poche settimane fa, immaginava uno scenario più incerto.

La vittoria di Venturini e il peso politico del risultato

Simone Venturini conquista così Venezia al primo turno con il sostegno del centrodestra e di una lista civica che ha raccolto una quota significativa di consensi. Il risultato viene considerato un test politico importante per la coalizione, soprattutto in una città che negli ultimi mesi era stata osservata con attenzione anche per altri appuntamenti elettorali e referendari. Cacciari ha ricordato che Venezia era stata l’unica realtà del Veneto dove, a marzo, al referendum avevano prevalso i “No”, elemento che aveva alimentato l’idea di una sfida più aperta.

La vittoria di Venturini, invece, ridisegna gli equilibri politici locali e rafforza la continuità amministrativa con la stagione guidata dal sindaco Luigi Brugnaro. Proprio questo aspetto è stato al centro delle critiche di Capovilla, che ha associato il risultato alla gestione del turismo e al modello di sviluppo della città. Le reazioni successive al voto mostrano un clima politico molto acceso, segnato da accuse interne al centrosinistra e da dichiarazioni che trasformano il risultato veneziano in un caso politico destinato a proseguire anche nei prossimi giorni.

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