Maxi sequestro da 50 milioni a Roma, nel mirino due imprenditori: sigilli a pizzerie, hotel e ville

Maxi sequestro da 50 milioni a Roma, nel mirino due imprenditori: sigilli a pizzerie, hotel e ville
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un impero economico che affondava le sue radici nel cuore del centro storico di Roma, tra i tavolini di Trastevere e le vie del Pantheon, è stato smantellato dalla Guardia di Finanza. I sigilli sono scattati su un patrimonio di oltre 50 milioni di euro riconducibile a due imprenditori romani, Daniele Lulli, 55 anni, e Michela Di Nardo, 54, considerati dagli inquirenti "socialmente pericolosi" e al centro di un articolato sistema di frode fiscale e illeciti economici.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su proposta della Procura della Repubblica, rappresenta un'importante operazione di contrasto ai patrimoni di presunta origine illecita, applicando le severe disposizioni del Codice antimafia.

Le indagini e il meccanismo delle società fantasma

Le indagini, condotte dai militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno ricostruito un modus operandi complesso e sistematico, messo in atto dai due imprenditori sin dai primi anni Duemila. Attraverso un fitto reticolo di 34 società, inizialmente attive nel commercio di antiquariato e souvenir, per poi diversificarsi nella ristorazione e nel settore ricettivo, i due avrebbero creato una macchina finalizzata al depauperamento delle casse sociali.

Il meccanismo si basava sulla costituzione di società prive di autonomia patrimoniale, spesso intestate a prestanome, e sul loro sistematico svuotamento tramite affitti di rami d'azienda, per poi abbandonarle al fallimento o alla liquidazione. Questo sistema, secondo gli investigatori, ha permesso di drenare ingenti risorse finanziarie, accumulando debiti con il Fisco, gli enti locali e gli istituti previdenziali per un ammontare complessivo di oltre 6,7 milioni di euro.

Beni sequestrati: dalle pizzerie di lusso alle ville in Sardegna

La misura di prevenzione patrimoniale ha colpito un compendio di beni di straordinario valore, che includeva l'intero patrimonio aziendale di 22 imprese, numerose unità immobiliari di pregio, autoveicoli di lusso e un natante. Tra le attività commerciali finite sotto sequestro figurano alcune delle pizzerie al taglio più frequentate nel centro storico della Capitale, situate in punti nevralgici del turismo come il Pantheon, Largo di Torre Argentina e il caratteristico rione di Trastevere.

Il provvedimento ha interessato anche strutture ricettive di fascia alta, con suite e residenze di lusso ricavate all'interno di palazzi storici, e una rivendita di tabacchi. Oltre ai confini di Roma, il sequestro si è esteso a immobili di pregio situati in località turistiche esclusive come l'Olgiata Romana e Portisco, in Sardegna, dove i due imprenditori possedevano ville e proprietà.

La gestione giudiziaria e la continuità aziendale

Per garantire la conservazione del valore dei beni sottoposti a sequestro e tutelare i livelli occupazionali, il Tribunale di Roma ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario. Questi avrà il compito di gestire le società e le attività commerciali coinvolte, assicurando la continuità operativa delle stesse e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Il sequestro, disposto in attesa del contraddittorio relativo al procedimento di prevenzione, rappresenta una fase cruciale per l'aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati e mira a verificare la sussistenza dei presupposti per una confisca definitiva dei beni. L'operazione delle Fiamme Gialle si inserisce in una strategia più ampia di presidio della legalità economica, volta a tutelare la concorrenza leale e a colpire le distorsioni del mercato causate da capitali di dubbia provenienza.

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